La città di Pochampally, nell'Andhra Pradesh, produce delle sete rinomate, con fantasie geometriche e sobrie ed abbinamenti di colore equilibrati.
La tessitura tipica è l'Ikat, in cui il filo viene tinto in maniera discontinua in base ad un disegno tracciato su carta, in maniera tale che poi il disegno desiderato emerga tessendo, senza richiedere una stampa successiva sulla stoffa, o uso di più fili colorati.
Nella procedura ikat la precisione di allineamento delle parti tinte di ciascun filo non è totale, anche perchè gli strumenti sono rudimentali; si hanno così dei disegni con i bordi un po' imprecisi, che fanno parte della bellezza di questa antica arte.
Anche il cotone si può lavorare nella stessa maniera.
Un bel tour dei sari Ikat, con possibilità di acquisto, si può fare sul sito del "consorzio dei tessitori di Pochampally".
Anche il vicino stato dell'Orissa produce sari ikat, su sete tessute a mano pesanti e dall'effetto metallico - molto pregiate.
L'ikat dell'Orissa si trova anche in cotone.
Foto di questo post da SariMagic.com
sabato 30 gennaio 2010
venerdì 29 gennaio 2010
Sete di Murshidabad
Il distretto di Murshidabad, ancora nel mio amato Bengala Occidentale, è rinomato per la sua produzione di seta.
In questo distretto si trova anche la città di Baluchari, da cui ha avuto origine l'omonimo stile già presentato.
La seta di Murshidabad è liscia e lucida; viene spesso stampata con motivi tribali, batik o allegri pattern geometrici.
In questo distretto si trova anche la città di Baluchari, da cui ha avuto origine l'omonimo stile già presentato.
La seta di Murshidabad è liscia e lucida; viene spesso stampata con motivi tribali, batik o allegri pattern geometrici.
Seta Tussar
Il Tussar (scritto anche Tussah o Tasar) non è un tipo di sari ma un tipo di seta tessuta essenzialmente nel Nord dell'India.
Per questa seta i bachi non sono allevati sui gelsi ma sono selvatici, e vengono semplicemente raccolti dagli alberi su cui fanno spontaneamente il bozzolo.
La seta che ne risulta è di qualità leggermente inferiore alla seta classica; presenta però l'apprezzata caratteristica di avere una naturale tonalità dorata.
La seta Tussar si presenta un po' rigida;
viene anche tessuta in misti con la iuta, per un effetto simile al lino, o con il cashmere ("pashmina silk", che è forse quello che indossa la Balan nel post precedente) per avere sari letteralmente invernali.
Solitamente la tussar viene colorata con tinte delicate e naturali, e spesso il corpo del sari viene lasciato privo di tintura per mantenere il famoso color avorio dorato (foto: SakhiFashions).
Si possono trovare anche tussar di colori intensi ed allegri perchè la fibra prende benissimo la tinta (foto: sari Kaanchico).
Alcune produzioni di Tussar sono fatte in tecnica ahimsa (non-violenta), cioè con il filato ricavato dal baco già abbandonato dall'insetto - mentre la procedura tradizionale vuole che si faccia bollire il baco con l'insetto vivo dentro.
La seta ahimsa è splendidamente etica, ma di qualità molto inferiore alla seta normale e di aspetto meno uniforme, per i motivi spiegati sotto.
Per chi ne sa poco di seta ed è rabbrividito all'idea del baco bollito:
L'insetto prima si imbozzola e fa un filo lungo lungo. Poi per uscire non sgomita, ma si scava un tunnel nel bozzolo. Questo significa che per uscire "rompe il filo" in più punti.
Per avere il filo intatto e quindi di alta qualità, si uccide l'insetto (in bollitura) prima che inizi a rodere.
Nella seta ahimsa, il filato è di qualità inferiore perchè ottenuto dai molti pezzetti di filo lasciati dall'insetto dietro di sè dopo che è uscito.
Per questa seta i bachi non sono allevati sui gelsi ma sono selvatici, e vengono semplicemente raccolti dagli alberi su cui fanno spontaneamente il bozzolo.
La seta che ne risulta è di qualità leggermente inferiore alla seta classica; presenta però l'apprezzata caratteristica di avere una naturale tonalità dorata.
La seta Tussar si presenta un po' rigida;
viene anche tessuta in misti con la iuta, per un effetto simile al lino, o con il cashmere ("pashmina silk", che è forse quello che indossa la Balan nel post precedente) per avere sari letteralmente invernali.
Solitamente la tussar viene colorata con tinte delicate e naturali, e spesso il corpo del sari viene lasciato privo di tintura per mantenere il famoso color avorio dorato (foto: SakhiFashions).
Si possono trovare anche tussar di colori intensi ed allegri perchè la fibra prende benissimo la tinta (foto: sari Kaanchico).
Il popolare ricamo Kantha, ormai ubiquo ma originario del Bengala Occidentale, viene tradizionalmente fatto su tussar (foto: SariMagic).
Alcune produzioni di Tussar sono fatte in tecnica ahimsa (non-violenta), cioè con il filato ricavato dal baco già abbandonato dall'insetto - mentre la procedura tradizionale vuole che si faccia bollire il baco con l'insetto vivo dentro.
La seta ahimsa è splendidamente etica, ma di qualità molto inferiore alla seta normale e di aspetto meno uniforme, per i motivi spiegati sotto.
Per chi ne sa poco di seta ed è rabbrividito all'idea del baco bollito:
L'insetto prima si imbozzola e fa un filo lungo lungo. Poi per uscire non sgomita, ma si scava un tunnel nel bozzolo. Questo significa che per uscire "rompe il filo" in più punti.
Per avere il filo intatto e quindi di alta qualità, si uccide l'insetto (in bollitura) prima che inizi a rodere.
Nella seta ahimsa, il filato è di qualità inferiore perchè ottenuto dai molti pezzetti di filo lasciati dall'insetto dietro di sè dopo che è uscito.
Sari interessante
Questa è Vidya Balan, che quando non si mette cose improbabili sull'onda dell'eccessiva identificazione con qualche personaggio dei film che interpreta, indossa cose deliziose.
In molte ci chiediamo di che materiale sia mai questo sari, se uno shantung o se persino un leggero misto lana-seta o che altro. Mozzafiato, comunque.
Foto su High Heel Confidential (blog molto popolare in India - troppo modaiolo e critico per me, e nient'affatto focalizzato sul sari, ma sempre una buona risorsa per immagini interessanti)
In molte ci chiediamo di che materiale sia mai questo sari, se uno shantung o se persino un leggero misto lana-seta o che altro. Mozzafiato, comunque.
Foto su High Heel Confidential (blog molto popolare in India - troppo modaiolo e critico per me, e nient'affatto focalizzato sul sari, ma sempre una buona risorsa per immagini interessanti)
Esempi di sari kanchi, nella vita reale
... Con la fatica che ho fatto a trovare esempi di sari di Kanjivaram assolutamente "tipici, tradizionali ed esemplificativi" per il post di qualche giorno fa, ho emesso un sonoro "sgrunt" quando ieri mi sono trovata davanti a questi due perfetti esemplari. Ma potevano pubblicarli prima!
In entrambi i casi la star è Rekha, attrice di lunga data della créme di Bollywood (foto su SareeTimes e SareeDreams)
In entrambi i casi la star è Rekha, attrice di lunga data della créme di Bollywood (foto su SareeTimes e SareeDreams)
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