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lunedì 28 maggio 2012

Budino di fragole (vegan e non)

La fragolaia dell'orto mi produce circa 20-30 fragole al giorno in 80 cmq e ho dovuto inventarmi qualcosa :-)

Questo l'ho creato di sana pianta ed è venuto buonissimo!!!



Ingredienti per 4 :
2 tazze di fragole intere (in volume 2 tazze = mezzo litro)
latte di soia neutro o dolce circa 1 tazza (o per i golosastri non-vegan latte intero bio)
zucchero o fruttosio q.b.
vaniglia naturale
amido di mais 2 cucchiai
facoltativo: un goccio di maraschino

- lavate e pulite le fragole e mettetele in un contenitore graduato che vi segni mezzo litro;
- versatevi sopra il latte di soia e riempite tutto lo spazio fino al livello del mezzo litro;
- aggiungete la vaniglia (polpa di mezzo baccello o, se non ce l'avete, mezza bustina di vanillina)
- aggiungete l'amido e frullate con un frullatore ad immersione.
- assaggiate e vedete se, per i vostri gusti, c'è ancora bisogno di zucchero (dipende molto dal latte di soia che avete usato)
- mettete a bollire mescolando continuamente con un cucchiaio di legno fino a che il composto si addensa, probabilmente dopo un minuto o due di ebollizione
- versate nelle coppette individuali
- quando si intiepidisce mettete in frigo e attendete che rassodi
- decorate a piacere

ottimo!!!

martedì 21 settembre 2010

Mini cornetti alle noci

Piccola pasticceria da sfizio e da urlo.

Mini cornetti con una pasta non-dolce a base di ricotta, croccanti e friabili, che si sciolgono in bocca.
Raffinato ripieno di frutta secca e cioccolato, con una punta di cannella.

NB l'impasto va fatto con almeno 5 ore d'anticipo!

Per 60 mini-cornetti:

Per la pasta: 150g di burro, 225g di ricotta, 250g di farina, 1 cucchiaino raso di sale

Per il ripieno: 70g di noci, 100g di cioccolato fondente, 40g di zucchero, 1 cucchiaino colmo di cannella, 50g di uva passa ammollata, 2 noci di burro

Per decorare: zucchero a velo e cacao in polvere

- Lavorate burro e ricotta fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo
- Unite la farina setacciata, il sale, impastate fino ad ottenere una bella palla e avvolgete in cellophane
- Lasciate a riposare in frigo per almeno 5 ore

- Tostate le noci e fatele raffreddare. Tritate insieme tutti gli ingredienti del ripieno nel tritatutto, aggiungendo però il burro alla fine
- Scaldate il forno a 180°

- Dividete la pasta in 6 palline di grandezza uguale (eventualmente pesatele)
- Stendete ciascuna col mattarello ricavandone dischi sottili (tipo 20cm di diametro)
- Tagliate ogni disco in 10 spicchi, come una pizza
- Sulla base esterna di ogni spicchio ponete un mini-salsicciotto di ripieno, ed arrotolate dalla base alla punta
- Continuate così fino ad aver fatto i 60 cornetti, disponendoli sulla teglia ricoperta di carta da forno
- Cuocete per 25-30 minuti fino a doratura
- Una volta freddi, spolverizzate con abbondante zucchero a velo ed una spruzzata di cacao

Fatene in abbondanza perchè vanno a ruba!


(immagine a prestito da qui)

venerdì 5 marzo 2010

Frittelle di verdura (verdure pastellate)

Questa ricetta è per delle pakoras (verdura fritta in pastella) "a modo mio".

Questo perchè in realtà friggere è una difficile arte, non amo l'unto e sono molto "particular" (che in inglese non vuol dire "particolare" ma esigente, difficile da accontentare o fissato con certe cose) con il fritto.

Quindi, visto che la seguente ricetta è molto meglio, a mio personale avviso, di tante pakoras che ho mangiato, ecco questo ibrido fusion.

Il segreto è lo stesso che per la pastella per i fritti salati italiani (ad esempio, fiori di zucca): la birra, un termometro da cucina, e non salare la pastella.

Digressione italiana (questa ricetta è frutto di una fuga di notizie dalle cucine di un lussuoso hotel di Roma):
Per dei fiori di zucca in pastella perfetti, o per pastellare qualsiasi altra verdura, unite 200 grammi di farina, un bianco d'uovo montato a neve ferma (si monta meglio a temperatura ambiente e con mezzo pizzico di sale) e tanta birra quanta ne serve per un composto fluido ma piuttosto denso.
Lasciate riposare mezz'ora prima dell'utilizzo in frittura.


Verdure pastellate all'indiana (Pakoras o Bhajis):

- Farina di ceci q.b., contate circa mezz'etto a testa
- Birra q.b. (la ricetta originale prevede una punta di bicarbonato e acqua tiepida)
- Una presa di curcuma
- Speziate la pastella scegliendo tra:
         una presa di garam masala e, facoltativo, poca assafetida o aglio tritato,
         una presa di cumino in polvere e un pizzico assafetida o di aglio tritato,
         una presa di polvere di curry di Madras
- Verdure adatte: peperoni crudi, cavolfiori, patate, carote, pomodori da insalata, cipolla, melanzane...*
- Olio d'arachide per friggere
- Un termometro da cucina (potete farne a meno, ma dovete essere veramente abili ad individuare e mantenere la giusta temperatura dell'olio)

    *Cipolle: tagliatele ad anelli spessi mezzo cm.
    Peperoni: a quadrotti o bastoncini.
    Carote: a bastoncini.
    Cavolfiori: a cimette e bolliti prima a metà cottura.
    Patate: a fette spesse 1 cm scarso e bollite prima a metà cottura.
    Pomodori e melanzane: tagliate a fette spesse 1 cm.
    Per le melanzane, preparatele come per la parmigiana: salatele e fategli dare l'acqua per 15 minuti, poi sciacquatele ed asciugatele bene.

    Procedura:

    Mescolate gli ingredienti per la pastella, ottenendo un composto fluido ma abbastanza denso.
    Intingete i bocconcini di verdura o le fette di melanzana nella pastella e friggete in olio a 140-150 gradi, fino a una buona doratura.
    Scolate e riponete su uno scolapasta foderato di carta assorbente, salate subito.
    Se dovete friggere quantità più grandi, tenete le frittelle già pronte nel forno tiepido.

    Se avete fatto tutto come descritto, il vostro fritto dovrebbe essere saporito, fragrante, croccante e leggero.

    Praticamente tutto il mondo, eccetto che gli italiani, mangia il fritto con delle salse, come se il fegato non ne avesse già abbastanza.
    In realtà, quando ben scelte, le salse facilitano la digestione del fritto. Avete mai notato che le patatine col ketchup vanno giù meglio, mentre con la maionese sono dei macigni?

    Gli indiani non fanno eccezione alla regola di "fritto+salse": le pakoras si servono accompagnate da ciotoline di chutney di pomodoro, raita di menta, chutney di tamarindo o di mango, ed altre salse indiane a piacere.

    domenica 14 febbraio 2010

    Pancake di ceci e bianco d'uovo alla mediterranea

    Questa ricetta è figlia del fatto che, dopo aver fatto il creme caramel, mi avanzavano 4 bianchi d'uovo e non volevo fare le solite meringhe ma una cena molto leggera da "senso di colpa".
    Pensavo venisse fuori uno dei miei molti "rapidi assemblaggi creativi senza infamia nè lode", ed invece il risultato è stato talmente meritevole che vi propongo la ricetta.

    Donne e uomini che hanno necessità di proteine magre ma vegetariane, questo piatto vi interesserà.

    Preparazione e cottura non dovrebbero richidere più di 15 minuti includendo il fatto di pulire!

    Vi servono, per due persone parche o per una affamata:

    4 bianchi d'uovo (bio o di casa)
    qualche cucchiaio di ceci bio già cotti o in scatola (qualcosa come 80-100 grammi)
    un cucchiaio colmo di farina di ceci (si trova facilmente - magari quella di LiberaTerra per amor di etica)
    3 pomodori secchi sott'olio, ben sgocciolati
    4-5 olive nere toste, denocciolate
    un pizzico di origano
    una punta d'aglio
    pepe o peperoncino a piacere (o una presa di garam masala secco)
    6-7 capperi dissalati
    se piace, pochi semi di finocchio pestati

    Procedura:
    Riunite gli ingredienti in una terrina e frullate col frullatore ad immersione.
    Scaldate un goccio d'olio in un'antiaderente (sempre senza Teflon) e versatevi il composto.
    Coprite con un coperchio, fate andare a fuoco medio-basso per qualche minuto.
    Quando il pancake (beh, quasi una grossa frittata o un tortino...) si è gonfiato e rassodato fino al lato superiore, probabilmente è dorato sul lato inferiore e avrà un profumino di cotto.
    Girate il pancake con cura con l'aiuto di un piatto (o del coperchio se è adatto), e fate dorare anche dall'altro lato.

    Enjoy!

    Siete spiriti liberi che mangiano in barba ai dettami culturali della sacra tradizione mediterranea?
    Accompagnate con senape/ rafano/ succo di limone/ pickles... sperimentate!

    sabato 13 febbraio 2010

    Fare il ghi (burro chiarificato)

    Il ghi si fa da generazioni anche dalle nostre parti; lo usavano le nostre nonne per lo stesso motivo per cui lo usano le indiane: si conserva molto meglio del burro ed è più buono.
    Ultimamente il ghi è di moda  presso gli chef occidentali.
    Si compra anche in negozio e costa un occhio!
    In tempi di crisi, risparmiate qualche altro euro così:

    In una casseruola a fondo spesso, adagiate dell'ottimo burro e fatelo sciogliere.
    Tenete il fuoco basso in maniera tale che il burro non abbia mai a bollire.
    Nel tempo, affiorerà una schiumetta e si creerà un fondo. Ogni tanto ci sarà uno sbuffo di vapore.
    Il vostro lavoro è di tenere giusta la temperatura, eliminare la schiuma che affiora e controllare che i fondi non bruniscano.
    Questo processo va avanti un bel pezzo man mano che "ciò che non è grasso" (liquidi più solidi come proteine e sali) si separa dal grasso; il burro diventa sempre meno opaco.
    Quando la parte grassa è ben trasparente come l'olio di semi e non ci sono più sbuffi di vapore o affioramenti, il ghi è pronto.
    Trasferite questo "olio" in un vasetto pulito avendo cura di non far scivolare dentro i fondi - potete filtrare con una tela ed un colino.

    I fondi del ghi, detti morcjie dalle nonne delle mie parti, non sono affatto da buttare, a meno che non abbiate usato del burro industriale di mucche infelici ed intossicate.
    Con la morcjie si fa di tutto: si imbrunisce in padella e vi si fa scarpetta col pane, base per la frittata, verdure ripassate... certo, vi si strizzano le coronarie al solo pensiero, ma una volta tanto...

    Creme Caramel al Cardamomo

    Delizia fusion che assaporai al mio primo ristorante indiano dieci anni fa, in quel di Roma.

    Anche senza il cardamomo, questa resta una delle migliori e più sicure ricette di creme caramel che abbia incontrato. Liscio, vellutato, ricco, perfetto!

    Per 6 stampini:

    • mezzo litro di latte intero bio
    • 2 uova intere e 4 tuorli
    • 200 g di zucchero bianco (eventualmente 70 g di zucchero di canna per la crema e 130 g di zucchero bianco per il caramello, che NON viene con lo zucchero di canna)
    • mezza stecca di vaniglia
    • semi di 4 baccelli di cardamomo
    • un pizzico di sale
    1. Prima di fare qualsiasi altra cosa, mettete in infusione il cardamomo pestato e la vaniglia incisa per il lungo nel latte; mettete sul fuoco al minimo. Meglio ancora: mettete in infusione gli aromi nel latte a freddo diverse ore prima.
    2. Preriscaldate il forno a 150°.
    3. Battete le uova con 70g di zucchero ed un pizzico di sale in una terrina capiente.
    4. Portate il latte lentamente ad ebollizione. 
    5. Continuando a battere le uova con la frusta, versatevi poco alla volta il latte bollente (una mano versa il latte e l'altra continua a sbattere) con tutta la vaniglia ed i fondi di cardamomo.
    6. Predisponete gli stampini: bagnateli ed adagiateli in una pirofila con un sacchetto del pane appiattito sul fondo, e con tanta acqua nella pirofila da arrivare a 3/4 altezza dello stampino (è una cottura a bagnomaria).
    7. Fate il caramello: mettete lo zucchero rimasto in un'antiaderente a fuoco medio-vivace; rimescolate continuamente con un cucchiaio di legno (che tenete solo per i dolci - sennò gli aromi di aglio etc vengono fuori) finchè avrete un bel caramello marrone medio. Se vi resta qualche grumolino di zucchero, tranquilli, si scioglie poi in forno. As simple as that.
    8. Avete circa un minuto per disporre una cucchiaiata di caramello circa sul fondo di ciascuno stampino, affrettatevi che si indurisce!
    9. Con un piccolo mestolo, riempite ciascuno stampino con il composto di uova, passandolo per un colino fine (che sciacquerete spesso perchè si "intasa" velocemente).
    10. Infilate la pirofila in forno e lasciate cuocere per almeno un'ora (a me di solito ne servono due). La prova la si fa con il solito stuzzicadenti, che non deve uscire asciutto ma almeno darvi l'impressione di essere passati attraverso un solido e non un liquido fino in fondo allo stampino.
    11. Mettete a raffreddare per qualche ora.
    12. Sformate "staccando" il bordino superiore tutt'attorno con un coltello o il manico di un cucchiaino; fate poi leva su un lato per far entrare aria, ed il creme caramel piomberà giù da solo.
    Fantastico!

    giovedì 19 novembre 2009

    Torta Deliziosa alla farina di castagne con crema di nocciole e cacao

    A contrario di quello che dice la descrizione del blog, inizio con una ricetta squisitamente locale.
    Ho fatto questa torta oggi per il compleanno di mia madre, ed è stata un successo tale da meritarsi di comparire come prima ricetta.
    Tenetevi larghi con le dosi, ci saranno diversi commensali pronti a fare il bis!
    La base della torta è adattata dall'ottima ricetta della collega blogger su menuturistico 

    Per una torta da 8-10 persone:

    Per la base:
    200 g farina di castagne
    100 g farina di frumento 00
    230 g di zucchero
    150 g di burro (preferibilmente biologico)
    3 uova (preferibilmente biologiche o di casa)
    la polpa di un baccello di vaniglia
    un pizzico di sale
    una bustina di lievito per dolci
    200 g di latte (preferibilmente biologico)

    Per farcitura e decorazione:
    Un piccolo vasetto di crema di nocciole e cacao (preferibilmente bio ed "equa e solidale", l'equivalente etico della più famosa N**ella); ne useremo circa 3/4.
    Un cucchiaio di zucchero di canna e poco rum.
    150-200 g di nocciole tostate (se le tostate in casa, non fatelo su una antiaderente col Teflon che è cancerogeno. Ritirato dal mercato negli USA, non è ancora stato vietato in Italia)

    Perchè ci tengo al biologico? Non solo perchè fa bene, non solo perchè dovreste vedere in che condizioni vivono gli animali degli allevamenti industriali, ma perchè è molto più buono!

    Procedimento:

    • Preriscaldate il forno a 220°
    • Battete zucchero e uova con un pizzico di sale.
    • Aggiungete il burro morbido e lavorate fino ad ottenere un fluido liscio, senza grumi.
    • Aggiungete il latte e la vaniglia. Incorporate le farine setacciate insieme al lievito, lavorando fino ad ottenere una crema soffice.
    • Versate il composto in una tortiera imburrata ed infarinata ed infilate in forno.
    • Cuocete a 220° per i primi 20 minuti, poi abbassate a 185° per altri 20 minuti. I tempi sono indicativi, fate la classica prova dell'infilare un coltello o uno stuzzicadente al centro; dovrà uscire asciutto perchè la torta si dica cotta.
    • Sformate la torta su una graticola da dolci (anche la griglia del forno appoggiata su un ripiano va benissimo). Fatelo con attenzione - questa torta è molto morbida e friabile.
    • Nel frattempo preparate sciroppo e crema per farcire. 
    • Tritate tutte le nocciole passandole al tritatutto. Mettetene da parte 2-3 cucchiai per la decorazione della torta. 
    • Fate sciogliere un cucchiaio di zucchero di canna in un bicchiere scarso d'acqua, scaldandolo in un pentolino. Fate bollire alcuni minuti e poi aggiungete un paio di cucchiai di rum a fuoco spento.
    • Fate scaldare molto gentilmente mezzo vasetto di crema al cacao (usate un padellino a fondo pesante, tenuto sospeso sopra il fuoco a fiamma minima; in alternativa scaldate a bagnomaria), unendo le nocciole e pochissima acqua (o latte), quanto basta per ottenere una crema facile da stendere ma non troppo fluida. Anche se la crema di cacao "si straccia" un po', va bene lo stesso.
    • Quando la torta è a temperatura ambiente, tagliatela orizzontalmente ricavandone due strati.
    • Bagnate il lato interno di entrambi gli strati con lo sciroppo.
    • Spalmate la crema sullo strato inferiore e ricomponete la torta.
    • Sciogliete un altro po' di crema di cacao (un altro quarto di vasetto circa) con pochissima acqua o latte, sempre scaldando un poco, fino ad ottenere una consistenza abbastanza fluida.
    • Stendete questa seconda crema in uno strato sottile sopra la torta, passando anche sui lati.
    • Decorate infine la superficie con una spolverata delle nocciole tritate tenute da parte... e con qualsiasi altra decorazione la fantasia vi suggerisca - la base appiccicosa creata tiene su benissimo!

    Dovreste ottenere una torta deliziosa, leggera e che si scioglie in bocca.
    Leggera per modo di dire, non pensate alle calorie. E' una torta da occasioni speciali!
    Non bevo vini bianchi, ma mi è stato detto che un buon Verduzzo, dolce ed aromatico, ci andava benissimo come abbinamento.

    Enjoy!