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lunedì 28 maggio 2012

Budino di fragole (vegan e non)

La fragolaia dell'orto mi produce circa 20-30 fragole al giorno in 80 cmq e ho dovuto inventarmi qualcosa :-)

Questo l'ho creato di sana pianta ed è venuto buonissimo!!!



Ingredienti per 4 :
2 tazze di fragole intere (in volume 2 tazze = mezzo litro)
latte di soia neutro o dolce circa 1 tazza (o per i golosastri non-vegan latte intero bio)
zucchero o fruttosio q.b.
vaniglia naturale
amido di mais 2 cucchiai
facoltativo: un goccio di maraschino

- lavate e pulite le fragole e mettetele in un contenitore graduato che vi segni mezzo litro;
- versatevi sopra il latte di soia e riempite tutto lo spazio fino al livello del mezzo litro;
- aggiungete la vaniglia (polpa di mezzo baccello o, se non ce l'avete, mezza bustina di vanillina)
- aggiungete l'amido e frullate con un frullatore ad immersione.
- assaggiate e vedete se, per i vostri gusti, c'è ancora bisogno di zucchero (dipende molto dal latte di soia che avete usato)
- mettete a bollire mescolando continuamente con un cucchiaio di legno fino a che il composto si addensa, probabilmente dopo un minuto o due di ebollizione
- versate nelle coppette individuali
- quando si intiepidisce mettete in frigo e attendete che rassodi
- decorate a piacere

ottimo!!!

domenica 5 febbraio 2012

"pavesini" cocco e cioccolato

Ieri il moroso convalescente desiderava biscotti con le gocce di cioccolato, ma la temperatura proibitiva e l'ora ormai tarda mi hanno portato a fare non una frolla classica ma biscotti alla 'quello che c'è in casa'. il risultato è stato eccellente e per caso ho ottenuto un sapore ed una consistenza leggerissima e friabile, del tutto simile ai pavesini (ma meglio).
Naturalmente potete provare ad apportare tutte le modifiche salutiste che desiderate (ad esempio trasformare questa ricetta in una 'senza glutine' usando solo fecola di patate).
io stavo producendo del 'comfort food' e in quel contesto una ricetta così mi sembra già leggera :-)


vi serve:
una tazzina da caffè come unità di misura
1 etto di cioccolato al latte in una tavoletta sottile
2 tazzine di cocco grattugiato (farina di cocco)
2 uova
2 tazzine di fecola di patate
2 tazzine di farina
2 tazzine di zucchero
1 bel pizzico di sale
mezza bustina di lievito per dolci
1 tazzina scarsa di burro
(naturalmente le uova saranno quantomeno da allevamento a terra ed i latticini bio)


si fa così:
- tritare il cioccolato a pezzetti tipo gocce di cioccolato e mettere da parte (attenzione ad eventuali taglieri che sanno di cipolla). 
- avviare il forno a 180° e preparare una grande teglia, o 2 più piccole, con carta da forno. 
battere bene uova, sale e zucchero, aggiungere il burro ammorbidito e amalgamarlo sbattendo (il tutto anche con una forchetta), poi aggiungere il cocco e le farine una tazzina alla volta, amalgamando bene, ed infine il lievito setacciato.
- i biscotti li faremo all'americana, ovvero ponendo mucchietti/pallette d'impasto sulla carta da forno, che in cottura si squaglieranno facendo il biscotto rotondo (o quasi). ci serve quindi un impasto appiccicoso, ma 'che stia su', sodo. quindi vedete com'è il vostro impasto ed eventualmente aggiungete ancora fino ad una tazzina di farina o fecola.
disponete i mucchietti sulla teglia un cucchiaino alla volta, ben distanziati (un 8 cm). 
- se avete 2 teglie, cuocetene una alla volta a meno che non abbiate la funzione 'ventilato' ed un forno molto uniforme come cottura
- fateli cuocere in forno infilandoli ad un'altezza 'a metà' per circa 10 minuti o fino a doratura. quando iniziano a colorirsi stateli a guardare per tirarli fuori tempestivamente perchè questo tipo d'impasto rischia di bruciare in fretta.


buonissssssimi!!!!

sabato 12 novembre 2011

biscotti di farina di riso e avena all'uvetta, arancio e cannella


altri gustosi e salutari biscotti da colazione ad impatto glicemico piuttosto basso, in 2 versioni: con poco glutine o senza glutine.

per una bella terrina di biscotti:

1 tazza di farina di riso
1 tazza di farina d'avena
1 tazza di farina di frumento ai fiocchi d'avena (per eliminare tutto il glutine sostituire con un'ulteriore mezza di riso e mezza d'avena)
3 uova di casa o bio
1 tazza di burro (sostituibile con 3/4 olio di semi e 1/4 latte di soia)
3 cucchiai di miele e 3 di zucchero grezzo di canna
2 pizzichi di sale
mezza bustina di lievito vanigliato
1 tazza d'uvetta
3 cm di stecca di cannella, pestata al momento, o 1 cucchiaino in polvere
4 gocce di olio essenziale d'arancio o la scorza grattugiata di un'arancia

ammollate l'uvetta in acqua tiepida
scaldate il forno a 180° preferibilmente con funzione ventilata
foderate due teglie con carta forno
lavorate assieme zucchero, miele, uova, sale e burro morbido
aggiungete gli aromi
unite il lievito ad una farina e setacciate le farine (tranne quella coi fiocchi d'avena)
unite le farine al composto liquido e poi l'uvetta, per ottenere un composto morbido ma non fluido
disponete l'impasto come fanno gli americani per i propri cookies: un bel cucchiaino alla volta spaziato di alcuni cm - i mucchietti 'scendono' in cottura facendo dei biscotti grossomodo rotondi.
fate cuocere per una ventina di minuti
fuori dal forno, mettere a raffreddare su una griglia perchè se ne vada tutta l'umidità

che bontà!

lunedì 7 novembre 2011

biscotti morbidi di cacao e farina di castagne

Ricettina senza glutine e a basso impatto glicemico ma molto, molto sfiziosa.

Per una terrina di biscotti:

1 tazza di farina di riso
1 tazza di farina di castagne
1/2 tazza di cacao amaro in polvere
1/2 tazza di burro bio 
2 cucchiai di miele
2 cucchiai di zucchero di canna
2 uova bio o di casa
1 pizzico di sale
1/2 fiala di aroma mandorla 
latte di soia vanigliato q.b.
1 cucchiaino di lievito vanigliato per dolci

-battere assieme zucchero, uova, aroma e sale ed incorporare il burro molto morbido
-scaldare il forno a 190°
-setacciare assieme le farine, il cacao ed il lievito ed unire al composto
-mescolare fino ad ottenere un impasto liscio aggiungendo latte di soia q.b.
- disporre su una teglia foderata con carta da forno il composto a grossi cucchiaini, che schiaccerete a fare dei 'dischetti' alti 1 cm o poco meno
-cuocere per 20-25 minuti
-far raffreddare su una griglia così prendono aria e restano croccanti fuori e morbidi dentro

Esperimento ben riuscito, gustoso, ma sempre migliorabile... 
Se avete proposte fatevi avanti nei commenti, ci riproverò anch'io!!

martedì 21 settembre 2010

Mini cornetti alle noci

Piccola pasticceria da sfizio e da urlo.

Mini cornetti con una pasta non-dolce a base di ricotta, croccanti e friabili, che si sciolgono in bocca.
Raffinato ripieno di frutta secca e cioccolato, con una punta di cannella.

NB l'impasto va fatto con almeno 5 ore d'anticipo!

Per 60 mini-cornetti:

Per la pasta: 150g di burro, 225g di ricotta, 250g di farina, 1 cucchiaino raso di sale

Per il ripieno: 70g di noci, 100g di cioccolato fondente, 40g di zucchero, 1 cucchiaino colmo di cannella, 50g di uva passa ammollata, 2 noci di burro

Per decorare: zucchero a velo e cacao in polvere

- Lavorate burro e ricotta fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo
- Unite la farina setacciata, il sale, impastate fino ad ottenere una bella palla e avvolgete in cellophane
- Lasciate a riposare in frigo per almeno 5 ore

- Tostate le noci e fatele raffreddare. Tritate insieme tutti gli ingredienti del ripieno nel tritatutto, aggiungendo però il burro alla fine
- Scaldate il forno a 180°

- Dividete la pasta in 6 palline di grandezza uguale (eventualmente pesatele)
- Stendete ciascuna col mattarello ricavandone dischi sottili (tipo 20cm di diametro)
- Tagliate ogni disco in 10 spicchi, come una pizza
- Sulla base esterna di ogni spicchio ponete un mini-salsicciotto di ripieno, ed arrotolate dalla base alla punta
- Continuate così fino ad aver fatto i 60 cornetti, disponendoli sulla teglia ricoperta di carta da forno
- Cuocete per 25-30 minuti fino a doratura
- Una volta freddi, spolverizzate con abbondante zucchero a velo ed una spruzzata di cacao

Fatene in abbondanza perchè vanno a ruba!


(immagine a prestito da qui)

Brownies al cocco

Ecco un'ottima ricetta per dei brownies al cocco facili, veloci e di sicuro effetto!

Scusate il tag "cucina esotica"... ma anche la cucina americana è esotica ai fini di questo blog!

Innanzitutto, cos'è un brownie.
Non è una torta anche se ci assomiglia molto. E' una specie di tortina molto cioccolatosa e piuttosto umida e densa rispetto ad una normale torta al cioccolato; di solito si fa bassa (che venga alta un 3 cm) e si serve tagliata a quadretti tipo merendina.

Il non-plus-ultra del complimento che si può fare ad un brownie è che sia "chewy", "masticoso", cioè che sia appunto densa e umida, come torta. "Chewy" non è virtù di alcun alimento italiano che io conosca.

I brownies spesso si servono decorati con zucchero a velo o con qualche glassa o strato di cioccolato.

Per fare questi brownies munitevi di una tazza da misura (cup), 236 ml - molte tazze da tè "piccole" e molti bicchieri "piccoli" contengono, colmi, proprio una tazza.


Brownies al cocco, per una teglia da 30x30
Leggero adattamento della ricetta originale della Hershey's

1 tazza di burro (230g)
2 tazze di zucchero di canna
1 fiala di vanillina
4 uova
1 tazza di farina
2/3 di tazza di cacao amaro in polvere (60g)
1,5 tazze di farina di cocco (cocco in scagliette)
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
un goccio di batida o rum
Facoltativo: poca farina di cocco ed una tavoletta di cioccolato bianco con poco latte per decorare

- Preriscaldate il forno a 180° e predisponete la carta da forno nella teglia.
- Sbattete assieme burro, vanillina e zucchero poi incorporate le uova, una alla volta, fino ad ottenere un composto spumoso.
- Setacciate insieme cacao, farina, sale e lievito.
- Unite la farina al composto di uova sempre battendo.
- Unite il cocco e mescolate bene.
- Versate il composto nella teglia, livellate e fate cuocere per 25-30 minuti.
Il tempo di cottura dipende da quanto umidi e "chewy" volete i brownies. Più li cuocete, più arriveranno ad assomigliare ad una normale torta, perchè l'effetto "chewy" è dato semplicemente dal fatto che nella torta c'è poca farina e la cottura è incompleta. A 30' vengono tipo torta nel mio forno.
- Lasciate raffreddare nella teglia stessa: l'umidità deve restare dentro.
- Da freddi, decorateli a piacere. Consiglio di tagliarli, decorarli e ripassare i tagli.
Io ho sciolto il cioccolato bianco a bagnomaria con pochissimo latte ed ho fatto "schizzi e zig-zag" di cioccolato bianco; poi ho cosparso di cocco.

La foto non è, ancora una volta, del mio personale "prodotto" poichè non intendevo postare la ricetta ritenendola poco rilevante per il blog, ma i destinatari del dolce si sono dimostrati entusiasti e qualcuno ha chiesto che postassi la ricetta. Con piacere!


sabato 10 aprile 2010

Dolcetti di cocco all'indiana (Coconut-Besan Barfi)

Ecco un dolce squisito e facilissimo da fare.

Questi dolcetti si sciolgono in bocca; possiamo forse chiamarli i "Raffaello" indiani.
Molto adatti per una festa.

Il barfi (o burfi nello spelling anglofono più comune) si può fare sia di cocco soltanto che di besan (farina di ceci) soltanto. Questa versione mista è un po' meno tipica ma anche meno stucchevole e più interessante, non solo a detta mia ma di molti indiani.

Ho scelto una presentazione piuttosto italianizzata anche se del tutto compatibile con l'estetica indiana - tutti voi ricorderete di aver mangiato, a qualche compleanno o simili, le palline di cioccolata passate nel cocco o nelle codette colorate.

Questa ricetta vi permette di fare 40-50 dolcetti.

L'ideale sarebbe iniziare la sera prima; se li fate in giornata, tenete comunque conto del tempo necessario a far raffreddare del tutto il composto.

Ingredienti:

100 g di farina di ceci (1 tazza) -  si trova facilmente nei supermercati
100 g di farina di cocco (cocco grattugiato essiccato) (1 tazza)
110 g di ghi o burro bio (1/2 tazza)
230 ml di latte bio (1 tazza)
250 g di zucchero di canna (1 tazza e 1/4)
un pizzico di sale
cardamomo pestato sul momento: i grani di 6-7 baccelli (circa 1/3 di cucchiaino)
per decorare: farina di cocco e codette colorate q.b. (le codette sono facoltative)

1. In una padella larga e bassa, preferibilmente antiaderente, fate sciogliere il burro ed aggiungete la farina di ceci, precedentemente setacciata.
Mescolate bene per avere un composto liscio e senza grumi, e fate soffriggere a fuoco medio, continuando a mescolare, per 2-3 minuti.  In pratica, fate un roux come se doveste fare la bechamél.

2. Aggiungete, poco alla volta e mescolando molto bene, il latte. Otterrete una specie di polentina - di nuovo, cercate di evitare o eliminare eventuali grumi.

3. Aggiungete zucchero, sale e cocco e mescolate bene. Lasciate cuocere, sempre a fuoco medio, mescolando spesso.

4. Dopo una decina di minuti, incorporate il cardamomo e fate cuocere altri 15 minuti circa, fino a che il composto si rassoda bene e tende a fare una palla quando lo mescolate (ricordate di mescolare!).

5. Trasferite il composto su una placca o in un'ampia terrina foderata di carta da forno. Lasciate raffreddare completamente, meglio se poi gli fate passare una notte in frigo, ben coperto.

6. Fate delle palline (circa 2,5 cm di diametro) con il classico metodo "rollando tra i palmi delle mani"; tuffate un lato solo nelle codette colorate e poi passate tutta la pallina nella farina di cocco. Disponete le palline sul vassoio con il lato colorato in alto.
In alternativa, usate solo cocco, o mescolate le codette nel cocco, se non volete fare 2 passaggi.

...Enjoy!



(perdonate l'evidentemente bassa tecnologia ed abilità disponibile per le mie foto - I try my best!)


La versione tradizionale...

La tradizione indiana vorrebbe che:
- si facesse un composto molto molto sodo al passaggio 4 (usando un po' meno latte in ricetta),
- si stendesse ancora caldo su una superficie imburrata (placca da forno o altro) in uno strato di 1,5-2 cm,
- si decorasse eventualmente con scaglie di mandorle, foglia d'argento o altro, e, una volta freddo, si tagliasse a rombi.
Vi consiglio però la versione in palline passate nel cocco, il risultato è più sicuro e le mani dei commensali restano più pulite

(foto: ecurry.com)

mercoledì 3 marzo 2010

Crema dolce di latte di cocco e riso basmati (Idichu Pizhinja Payasam)

Il kheer, il budino di riso alle spezie di cui avevo già dato la ricetta nel blog, si chiama payasam nel Sud dell'India (payesh nel nord-est).


Oggi siamo in Kerala, lato ovest della punta meridionale dell'India (quasi di fronte ci sono le Maldive), luogo di esotiche località di villeggiatura e cibo piccantissimo persino per gli indiani. 


Questo payasam ha un nome impronunciabile che descrive il processo di estrazione del latte di cocco in un apposito mortaio (Idichu Pizhinja = "pesta e spremi").  La lingua è il Malayalam, lingua ufficiale del Kerala e diffusa anche in altri distretti meridionali.


Questa versione è relativamente lontana dall'originale keralita per ovvi motivi. 
Se voleste fare l'originale, dovreste avere il cocco verde (non quello che arriva da noi) ed il mortaio apposito, estrarre il primo latte di cocco (quello denso) e metterlo da parte, annacquare un po' la polpa ed estrarre un secondo latte e mettere da parte, ripetere l'operazione e bollire il riso nel terzo latte... devo andare avanti?


Per 4 porzioni (piccole ma intense) vi servono:


  • 50 grammi di riso basmati (1/4 di tazza)
  • 200 ml di latte di cocco (quello denso che si usa anche per il cibo thai)
  • 1 tazza di jaggery (zucchero di palma) grattugiata o 100 grammi di zucchero di canna
  • una punta di cardamomo in polvere (facoltativo)
  • facoltativo ma consigliato: 10-20 grammi di ghi (burro chiarificato) o burro, bio
  • una tazza (circa 240 ml) di acqua o latte bio (potete anche usare il resto della lattina di latte di cocco ma viene molto pesante da digerire)
  • un piccolo pizzico di sale


- Bollite a tre quarti e scolate il basmati.
- Sciogliete lo zucchero/jaggery in un padellino (meglio una piccola antiaderente a bordi alti) in pochi cucchiai di acqua calda.
- Mettete tutti gli altri ingredienti tranne il cardamomo nel padellino.
- Mescolando regolarmente, fate sobbollire il composto per una quindicina di minuti. Nel frattempo scaldate l'acqua o latte.
- Aggiungete l'acqua/latte e continuate a far sobbollire, per altri 20 minuti circa. 
A seconda di quanto è larga la vostra padella e basso/alto il fuoco, e quanto lento o denso volete il payasam, vi serve un diverso tempo di cottura ed una diversa quantità d'acqua/latte. Ricordate che qualsiasi liquido cotto con amidi dentro si addensa molto quando si raffredda. L'uso della jaggery invece dello zucchero aumenta ulteriormente la densità.
Un buono standard è avere un fluido cremoso ed un riso "consumato" ma non sfatto.
- Aggiungete il cardamomo e fate sobbollire altri 5 minuti.
- Potete servire caldo o freddo (consigliato) e decorare con cocco grattugiato (o con del mukhwas per una cosa creativa).


Prendete un boccone, chiudete gli occhi, immaginate le palme del Kerala ed il suono delle onde che si infrangono sulla battigia. Ripetete ad libitum.








Versione della mamma, gran chef mancata ma irrimediabilmente occidentale nel gusto:
aggiungete la polpa di mezza stecca di vaniglia a inizio cottura del payasam;
sostituite il cardamomo con scorza d'arancia.


Per chi di voi ha notato che il post adesso è diverso dalla prima versione:
Il post è stato modificato qualche giorno più tardi per dei miglioramenti alla ricetta in caso di utilizzo di zucchero (che presumo sia quello che la grande maggioranza di voi userà) invece che jaggery.

sabato 13 febbraio 2010

Creme Caramel al Cardamomo

Delizia fusion che assaporai al mio primo ristorante indiano dieci anni fa, in quel di Roma.

Anche senza il cardamomo, questa resta una delle migliori e più sicure ricette di creme caramel che abbia incontrato. Liscio, vellutato, ricco, perfetto!

Per 6 stampini:

  • mezzo litro di latte intero bio
  • 2 uova intere e 4 tuorli
  • 200 g di zucchero bianco (eventualmente 70 g di zucchero di canna per la crema e 130 g di zucchero bianco per il caramello, che NON viene con lo zucchero di canna)
  • mezza stecca di vaniglia
  • semi di 4 baccelli di cardamomo
  • un pizzico di sale
  1. Prima di fare qualsiasi altra cosa, mettete in infusione il cardamomo pestato e la vaniglia incisa per il lungo nel latte; mettete sul fuoco al minimo. Meglio ancora: mettete in infusione gli aromi nel latte a freddo diverse ore prima.
  2. Preriscaldate il forno a 150°.
  3. Battete le uova con 70g di zucchero ed un pizzico di sale in una terrina capiente.
  4. Portate il latte lentamente ad ebollizione. 
  5. Continuando a battere le uova con la frusta, versatevi poco alla volta il latte bollente (una mano versa il latte e l'altra continua a sbattere) con tutta la vaniglia ed i fondi di cardamomo.
  6. Predisponete gli stampini: bagnateli ed adagiateli in una pirofila con un sacchetto del pane appiattito sul fondo, e con tanta acqua nella pirofila da arrivare a 3/4 altezza dello stampino (è una cottura a bagnomaria).
  7. Fate il caramello: mettete lo zucchero rimasto in un'antiaderente a fuoco medio-vivace; rimescolate continuamente con un cucchiaio di legno (che tenete solo per i dolci - sennò gli aromi di aglio etc vengono fuori) finchè avrete un bel caramello marrone medio. Se vi resta qualche grumolino di zucchero, tranquilli, si scioglie poi in forno. As simple as that.
  8. Avete circa un minuto per disporre una cucchiaiata di caramello circa sul fondo di ciascuno stampino, affrettatevi che si indurisce!
  9. Con un piccolo mestolo, riempite ciascuno stampino con il composto di uova, passandolo per un colino fine (che sciacquerete spesso perchè si "intasa" velocemente).
  10. Infilate la pirofila in forno e lasciate cuocere per almeno un'ora (a me di solito ne servono due). La prova la si fa con il solito stuzzicadenti, che non deve uscire asciutto ma almeno darvi l'impressione di essere passati attraverso un solido e non un liquido fino in fondo allo stampino.
  11. Mettete a raffreddare per qualche ora.
  12. Sformate "staccando" il bordino superiore tutt'attorno con un coltello o il manico di un cucchiaino; fate poi leva su un lato per far entrare aria, ed il creme caramel piomberà giù da solo.
Fantastico!

mercoledì 25 novembre 2009

Kheer - dolce profumato di riso e latte

Il Kheer è uno squisito, semplicissimo e digeribile dessert della tradizione indiana.
Funziona alla grande come "comfort food", per le serate di pioggia... interiori o letterali.

Ingredienti per 4-6 porzioni:

1 litro di latte intero bio
50 g di riso Basmati (equo e solidale!)*
50 g di zucchero di canna (indicativo - adeguare al proprio gusto)
i semi di 3-4 baccelli di cardamomo, pestati al momento
una noce di burro
un mini-pizzico di sale

Non indispensabili ma caldamente consigliati:
un cucchiaio di pistacchi sbucciati e affettati/tritati
un cucchiaio di mandorle pelate affettate/tritate
più eventualmente un pizzico di entrambi per la decorazione

Facoltativi:
un cucchiaio di uvetta passa
una spruzzata di cannella O un pizzico di zafferano

*Potete sostituire con qualsiasi riso a grana lunga, ma l'aroma del Basmati è distintivo e funzionale alla ricetta. Ho provato a fare il kheer col Basmati integrale invece che bianco e viene altrettanto buono.

Ogni tanto mi cucino una versione "povera" con solo cardamomo e cannella ed è delizioso; la versione più tradizionale vede cardamomo, mandorle, pistacchi e zafferano.

Procedura:

  • Lavate bene il riso in un colino 
  • In un'antiaderente (senza Teflon) fate tostare il riso col burro per 2'
  • Aggiungete il latte, un mini-pizzico di sale e fare scaldare fino a far sobbollire. Mantenete sempre un fuoco moderato così che il latte non fuoriesca bollendo
  • Fate cuocere, mescolando ogni 5 minuti, finchè il riso sarà molto morbido ed il latte ridotto circa della metà. La pellicina che si forma via via, va semplicemente rimescolata col resto, è buona - e parla una schizzinosa. Portatevi un libro o cucinate qualcos'altro nel frattempo, il latte ci metterà un bel po' ad asciugarsi
  • Aggiungete lo zucchero, il cardamomo ed il resto che avete scelto tra le aggiunte possibili, e fate andare altri 5 minuti, mescolando
  • Spegnete il fuoco e lasciate riposare qualche minuto; vedrete che il kheer si addensa ulteriormente
  • Servite caldo, oppure fresco di frigorifero (sarà più sodo)
  • Potete decorare con un pizzico di quello che avete messo come ingredienti (mandorle/pistacchi/cannella/qualche pistillo di zafferano...)



martedì 24 novembre 2009

Chai - Tè dolce al latte e spezie

Il chai (leggi ch come in ciao) è il motore dell'India. Più appropriatamente, Masala Chai.


Milioni di indiani prendono una tazza di chai la mattina per colazione, e qualche altro bicchiere durante l'equivalente delle nostre pause caffè (come in Slumdog Millionaire, ricordate?).
Come per quasi tutte le ricette popolari, esistono centinaia di modi per fare il chai. Troverete online autorevoli ma diverse opinioni su quando si mette cosa nella casseruola!

La miglior pubblicità che si può fare al chai è farne sentire il profumo, cosa che sfortunatamente la tecnologia ancora non offre. Non resta che provarlo!

Per mezzo litro di Masala Chai:

Un quarto di litro d'acqua
Un quarto di litro di latte intero bio
I semi di due baccelli di cardamomo, pestati sul momento
Una spruzzata di cannella
Un chiodo di garofano, spezzato
Mezzo centimetro di zenzero grattugiato
Un pizzico di pepe nero (facoltativo)
Un bel cucchiaio di tè nero (2 bustine), magari un Assam
3-4 cucchiaini colmi di zucchero di canna scuro (tipo panela)

  • Riunite in una casseruola il tutto, escluso il tè, e avviate una fiamma media. 
  • A bollitura, attendete qualche minuto che le spezie diano fuori gli aromi, mescolando continuamente e tenendo il fuoco basso per evitare che il latte formi la pellicina o che fuoriesca. 
  • Aggiungete il tè e spegnete il fuoco (il chai è un tè bollito), mescolando ancora.
  • Quando avete ottenuto un bel color caffelatte, filtrate e servite ben caldo.

Il chai deve essere dolce. Amo prendere i miei tè e tisane senza dolcificarli o quasi, ma il chai proprio chiede una certa dose di zucchero, che serve ad esaltare l'aroma delle spezie.
Qui lo zucchero di canna sostituisce la jaggery, mattonelle di linfa di palma cristallizzata (come si fa con l'acero per lo sciroppo) che gli indiani tradizionalmente usano come lo zucchero - anche se ormai lo zucchero bianco è ahinoi molto diffuso.

Il chai è una bevanda un po' impegnativa per lo stomaco. Lo sconsiglio a chi ha disturbi gastrointestinali. Questa stessa caratteristica lo rende però un fenomenale "ammazza-fame", come ben sanno gli Indiani... ottimo anche per le diete - se lo si considera uno snack!

Molte famiglie indiane tengono in casa un vaso di preparato in polvere per il chai - intendo dire il misto di spezie pestate, non quelle cose liofilizzate orripilanti che vendono negli USA con tanto di zucchero bianco, latte in polvere ed aromi artificiali!
Potete preparare il misto di spezie in polvere - chiedete la ricetta nei commenti e la posterò - ma ho notato che il cardamomo (ed in parte la cannella) è una spezia dall'aroma piuttosto volatile, e dopo poco tempo il misto perde il suo equilibrio, se non lo si usa in fretta.
Si sta meno ad avere mortaio e pestello a portata di mano!

giovedì 19 novembre 2009

Torta Deliziosa alla farina di castagne con crema di nocciole e cacao

A contrario di quello che dice la descrizione del blog, inizio con una ricetta squisitamente locale.
Ho fatto questa torta oggi per il compleanno di mia madre, ed è stata un successo tale da meritarsi di comparire come prima ricetta.
Tenetevi larghi con le dosi, ci saranno diversi commensali pronti a fare il bis!
La base della torta è adattata dall'ottima ricetta della collega blogger su menuturistico 

Per una torta da 8-10 persone:

Per la base:
200 g farina di castagne
100 g farina di frumento 00
230 g di zucchero
150 g di burro (preferibilmente biologico)
3 uova (preferibilmente biologiche o di casa)
la polpa di un baccello di vaniglia
un pizzico di sale
una bustina di lievito per dolci
200 g di latte (preferibilmente biologico)

Per farcitura e decorazione:
Un piccolo vasetto di crema di nocciole e cacao (preferibilmente bio ed "equa e solidale", l'equivalente etico della più famosa N**ella); ne useremo circa 3/4.
Un cucchiaio di zucchero di canna e poco rum.
150-200 g di nocciole tostate (se le tostate in casa, non fatelo su una antiaderente col Teflon che è cancerogeno. Ritirato dal mercato negli USA, non è ancora stato vietato in Italia)

Perchè ci tengo al biologico? Non solo perchè fa bene, non solo perchè dovreste vedere in che condizioni vivono gli animali degli allevamenti industriali, ma perchè è molto più buono!

Procedimento:

  • Preriscaldate il forno a 220°
  • Battete zucchero e uova con un pizzico di sale.
  • Aggiungete il burro morbido e lavorate fino ad ottenere un fluido liscio, senza grumi.
  • Aggiungete il latte e la vaniglia. Incorporate le farine setacciate insieme al lievito, lavorando fino ad ottenere una crema soffice.
  • Versate il composto in una tortiera imburrata ed infarinata ed infilate in forno.
  • Cuocete a 220° per i primi 20 minuti, poi abbassate a 185° per altri 20 minuti. I tempi sono indicativi, fate la classica prova dell'infilare un coltello o uno stuzzicadente al centro; dovrà uscire asciutto perchè la torta si dica cotta.
  • Sformate la torta su una graticola da dolci (anche la griglia del forno appoggiata su un ripiano va benissimo). Fatelo con attenzione - questa torta è molto morbida e friabile.
  • Nel frattempo preparate sciroppo e crema per farcire. 
  • Tritate tutte le nocciole passandole al tritatutto. Mettetene da parte 2-3 cucchiai per la decorazione della torta. 
  • Fate sciogliere un cucchiaio di zucchero di canna in un bicchiere scarso d'acqua, scaldandolo in un pentolino. Fate bollire alcuni minuti e poi aggiungete un paio di cucchiai di rum a fuoco spento.
  • Fate scaldare molto gentilmente mezzo vasetto di crema al cacao (usate un padellino a fondo pesante, tenuto sospeso sopra il fuoco a fiamma minima; in alternativa scaldate a bagnomaria), unendo le nocciole e pochissima acqua (o latte), quanto basta per ottenere una crema facile da stendere ma non troppo fluida. Anche se la crema di cacao "si straccia" un po', va bene lo stesso.
  • Quando la torta è a temperatura ambiente, tagliatela orizzontalmente ricavandone due strati.
  • Bagnate il lato interno di entrambi gli strati con lo sciroppo.
  • Spalmate la crema sullo strato inferiore e ricomponete la torta.
  • Sciogliete un altro po' di crema di cacao (un altro quarto di vasetto circa) con pochissima acqua o latte, sempre scaldando un poco, fino ad ottenere una consistenza abbastanza fluida.
  • Stendete questa seconda crema in uno strato sottile sopra la torta, passando anche sui lati.
  • Decorate infine la superficie con una spolverata delle nocciole tritate tenute da parte... e con qualsiasi altra decorazione la fantasia vi suggerisca - la base appiccicosa creata tiene su benissimo!

Dovreste ottenere una torta deliziosa, leggera e che si scioglie in bocca.
Leggera per modo di dire, non pensate alle calorie. E' una torta da occasioni speciali!
Non bevo vini bianchi, ma mi è stato detto che un buon Verduzzo, dolce ed aromatico, ci andava benissimo come abbinamento.

Enjoy!