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sabato 14 luglio 2012

C'est moi!


Sari vintage, cotone, stampato a mano.

Oleandro (ero al mare) all'occhiello e occhiale tipo rayban come a volte fanno le stesse giovani indiane (la cosa mi fa rabbrividire ma mi sono divertita)

Drappeggio Nivi versione 'caronte' (l'anticiclone caldissimo presente al momento):
ultimo giro del sari tenuto basso e riunito in pieghe già dal livello dell'ombelico... effetto finale: 'fascia da miss a pieghe'.
sari portato senza sottogonna causa temperature proibitive: è stata sufficiente una spilla da balia per fermare il capo del sari al 'primo giro' ed ha tenuto benissimo - forse perchè il cotone fa molto attrito, magari con un satin non sarebbe accaduto...

domenica 24 giugno 2012

farsi belle col sari

Ragazze,

E' finalmente tornata la stagione del sari!

In giro ci sono un sacco di festival orientali a vario titolo...
Ma anche in assenza di quelli, ogni occasione è buona!
Quindi fuori quei 5 metri dall'armadio e avvolgiamoceli addosso!

Ho trovato un paio di nuovi video su come indossare il (la) sari.
Ai puristi piaceranno poco perchè c'è abbondante uso di spille ed effetti assai bollywoodiani, ma se volete 'far colpo' son da tenere presente:

il sari a clessidra 
il sari a sirena

Ferme lì: prima volta che vi mettete il sari?
Meglio se cominciate dall'inizio!
...anche se... questi video vi fanno vedere molto bene la tecnica per fare le pieghe al sari quindi guardateveli in ogni caso, esperte e non!

Indossare un sari in diversi stili regionali: video

Care amiche,

Ho scoperto una piccola miniera di video su come indossare il sari in stili tradizionali regionali:

questa pagina su indiavideo.org!
(I video che iniziano per 'how to wear')

Questa pagina ospita anche molti altri video che presentano vari tipi regionali di sari, raccontandone le caratteristiche, l'uso e note storiche, spesso con un esempio del drappeggio tradizionale dell'area di provenienza.
'Purtroppo' il tutto è in inglese.

Grazie di cuore a indiavideo.org!

...Enjoy!


mercoledì 11 agosto 2010

Le occidentali ed il Sari

Sul web si è vastamente chiacchierato riguardo a se e come le occidentali riescano a portare il sari "bene": con un drappeggio corretto, con naturalezza, senza sembrare fuori luogo, e con il giusto stile nell'aspetto generale (scelta del pezzo, accessori, trucco...).

Tutti questi elementi sono dimensioni ortogonali secondo me, cioè aspetti diversi ed indipendenti che concorrono alla buona riuscita del look in sari.

Per il drappeggio corretto... utilizzate le numerose risorse online in inglese oppure Questo Blog che è Fatto Apposta! :-)

Per il giusto stile nell'aspetto generale intendo, prevalentemente, non sembrare abbigliate per carnevale o da sposa indiana. Questo si ottiene osservando la vecchia regola dell'eleganza: Less Is More.
Parte dei disastri che si vedono addosso alle occidentali vestite all'indiana sono dovuti alla compresenza di sari vistosi, grossi bindi, trucco pesante e tutti i gioielli della tradizione indiana (bangles, tika, cavigliere...) magari con tanto di campanellini. A parte l'eccessività in se per sè, l'effetto è cattivo anche perchè la donna in questione non può muoversi a proprio agio con tutta quella roba addosso, magari mai messa prima!
Le scarpe per il sari possono essere un argomento spinoso. D'estate non c'è problema coi sandali - anche se persino le indiane fanno dei pastrocci non indifferenti con gli abbinamenti. Diverso è il discorso d'inverno - consiglio una scarpa/stivale col tacco neutra, liscia e sobria.

Per non sembrare fuori luogo, innanzitutto valutate l'opportunità di mettervi o meno un sari.
Per una cena o festa indiana o almeno etnica è molto facile, la risposta è sì.
Ma in ufficio? Ad una normale cena con gli amici o a fare shopping con l'amica del cuore?
Questa valutazione sta a voi, ma vi conforterà sapere che ci sono occidentali che portano il sari anche in casa, in ufficio o nel tempo libero, ad esempio ma non solo:
le americane Sari Sisters (quelle di Sari Safari), due delle quali hanno anche fatto un giro in bici in sari (in foto),
e le ceche Sariholics
Date un'occhiata!
No, no, non voglio sentire commenti viperini sul fatto che "centro/nord-europee e americane non fanno testo quando si tratta di vestire"! ;-)

Una volta che avete deciso per i 5,5 metri di stoffa, commisurate colori, fantasie, decorazioni e luccichii vari all'occasione a cui andrete a partecipare. Tenete conto del fatto che un sari è già un abito lungo drappeggiato, fa "abito da sera" anche se usate un lenzuolo, quindi tenetevi sempre un passo indietro, anche due, con colori e decorazioni.
Ovviamente entriamo nel filosofico: se una si sente di indossare un sari di broccato fuxia con strass deve sentirsi libera di farlo.
Ok, ma secondo me dev'essere quel tipo di persona con talmente tanta personalità da riuscire a portare capi molto particolari con naturalezza e lo fa in modo abituale - quello che si dice "un tipo". In caso contrario, attenersi ad un capo "low key" in cui sentirsi a proprio agio.

Per avere naturalezza: tenetevi un sari "da prova" addosso in casa per qualche ora in diverse giornate prima di avventurarvi fuori casa.
Vi ricordate come avete fatto coi tacchi? Uguale :-)
Anzi, vi ricordate che ci sono voluti mesi se non anni per camminare coi tacchi alti come se fossero un'estensione dei vostri piedi? Quindi non demordete col sari!

Saree Dreams ha una piccola sezione di sari portati da occidentali, la Firangi Friday Saree Section. (Firangi vuol dire appunto "straniero", peraltro non in un'accezione benevola ma qui si scherza).

La foto all'inizio è della tennista russa Kournikova con un molto ben portato sari qui.

venerdì 30 luglio 2010

La ragazza (e i drappeggi) dell'era Vijayangara

Sari Safari riporta il link alle pagine di Lakshmi Amman,
nome d'arte di una giovane nordamericana che fa parte della SCA India, sezione indiana della Società per l'Anacronismo Creativo - da quello che ho capito, si tratta di cultori della materia che amano ricreare oggetti, ambientazioni e abitudini di una certa epoca storica (profondo attaccamento ad un'incarnazione precedente immagino).

Lakshmi è una danzatrice del sud dell'India del XVI secolo, che vive sotto l'impero Vijaynara - l'ultimo grande impero induista prima del sopravvento degli stranieri Moghul.

Questa fanciulla ci propone istruzioni illustrate per due stili di drappeggio d'epoca Vijayangara.

Presumendo che voi, come me, non abbiate intenzione di mettervi ad indossare sari vijayangari - o che, se volete farlo, sappiate abbastanza inglese da seguire le istruzioni in originale, non traduco fase per fase qui ma mi limito a segnalare i link. Se avete bisogno di una traduzione però, fatevi avanti nei commenti!

Uno stile è quello "a sirena" ("fishtail" - lascio così ma come traduzione non mi piace, per quanto sia la traduzione standard in ambito sartoriale... altre idee?), un drappeggio a pantalone comune per le danzatrici dell'epoca.
Si chiama così perchè il pallu cade, ripiegato, sul davanti tra le gambe, creando una "coda di sirena".

La versione "estesa" del fishtail è lo stile che Lakshmi chiama semplicemente "di era Vijayangara" poichè compare solo nei dipinti di quell'era - mentre il fishtail è comune in tutta l'epoca medievale indiana.
Il Vijayangara è un'evoluzione del drappeggio a sirena in quanto si fa con sari da 9 yarde, mantenendo come drappeggio sulla parte inferiore del corpo il fishtail, ed utilizzando i 3 metri rimanenti per il drappeggio sul torso.
Da notare che Lakshmi ha elaborato il drappeggio da sola sulla base dei dipinti dell'epoca e di poche informazioni in letteratura!

Come consiglia Lakshmi, stoffe leggere e che cadano bene, ma non troppo scivolose (ad es. chiffon) sono ideali per questi drappeggi.

Tutto ciò sarà, anche per voi, un immediato rimando al drappeggio kashta di cui abbiamo già parlato: è a pantalone, si può fare con il sari di lunghezza standard solo sulla parte inferiore del corpo, o drappeggiare anche sul torso con il sari da 9 yarde.

Grazie Lakshmi, keep it up!

venerdì 5 marzo 2010

Sexy con il drappeggio Kashta (11° post su come indossare il sari)

Il Kashta è una maniera tradizionale di indossare il nauvari (sari extra-lungo da 8.2 metri) del Maharashtra.
Abbiamo già visto la pudica versione brahmina del Kashta nell'apposito post su "Brahmini e sari da 9 yarde", ma il Kashta popolano è tutt'altra cosa.
Si trattadella stessa procedura di drappeggio, ma nella versione popolana si tira e si stringe fino ad ottenere nulla più che un paio di aderenti pantaloncini con l'avanzo di una stola!

C'è tutta una serie di interventi e raccolte di foto e video online, da parte di privati cittadini maschi indiani, a difesa e a glorificazione del tradizionale drappeggio Kashta.
Per alcuni sembra una vera e propria ossessione feticistica. L'eccitazione sessuale dell'autore del sito/galleria è palpabile quando si visita il sito, è quasi imbarazzante.

Questi signori non si emozionano invano, poichè, come intuite dalle foto, il kashta copre poco e suggerisce di tutto e di più. Alla faccia del fatto che ci sono 9 yarde e non 6 di stoffa da attorcigliarsi addosso.

Questi signori fanno tanto clamore anche perchè il kashta "per uso quotidiano" sta ormai scomparendo, assieme ai sari da 9 yarde.
Le donne usano sari commerciali e ormai solo per le feste, e lo indossano in stile nivi; per l'abbigliamento quotidiano usano sempre di più salwar kameez o churidar kameez, o jeans e maglietta. Che tristezza!


E' appunto la versione popolana (delle caste inferiori) del kashta, detto "kashta corto", ad essere quella "sexy". Il sari è drappeggiato al ginocchio e spesso non arriva a coprire nulla sopra la vita.

Ci sono anche versioni intermedie che prevedono di arrivare alle caviglie, non stringere tanto e disporre il pallu sopra la spalla, spesso ben piegato a non sembrare più che una fascia da miss.

Il Kashta corto, se lo desiderate, si realizza anche con i comuni sari da 6 yarde che avete in casa - non vi resterà nulla da drappeggiare sulla spalla però.
Seguite le istruzioni date nel già segnalato video del kashta brahmino, ma ignorate la parte del pallu.

Il Kashta lungo, come abbiamo visto, è tipico delle caste più benestanti ed è drappeggiato in mainera più pudica, arrivando a coprire dalle caviglie alle spalle come ci si aspetterebbe da un sari.

Foto del post: eccetto quella in celeste, cortesia di SariSafari, il resto viene dalla galleria di uno di quei signori arrapati di cui sopra.

lunedì 15 febbraio 2010

Brahmini e sari da 9 yarde (10° post su come mettersi in sari)

Tra le caste superiori del Sud del continente, specialmente Maharastra e Tamil Nadu, la tradizione vuole di indossare dei sari particolarmente lunghi, di 8,2 metri (9 yarde).
Questi sari sono detti Nauvari in Marathi (la lingua del Maharastra) e Madisar in Tamil.

Francamente, capirci qualcosa del modo di indossare i sari da 9 yarde è un bel mal di testa, vi presento il poco che mi è chiaro.

Una cosa che ho capito è che con i sari da 9 yarde non serve la sottogonna, anche perchè una parte del sari viene passata tra le gambe a formare una specie di "pantalone".

Questi sari, a detta di chi li indossa regolarmente, sono più comodi dei sari "corti" presentati sinora.
Venivano anticamente portati anche dalle donne che andavano in guerra (!).


I brahmini del Tamil Nadu vanno molto fieri dei loro sari lunghi e dei complicati drappeggi, con cui peraltro si distinguono dalle classi lavoratrici che indossano sari più corti (e man mano che si scende di casta i sari si accorciano!).
Avevo già menzionato questo parlando dello stile Tamil Pinkosu.
Guardacaso però, i primissimi passaggi del Pinkosu sono identici all'inizio del drappeggio brahmino.

I brahmini (casta più alta) Tamil si dividono (mi pare di aver capito) tra Iyer ed Iyengar; entrambi seguono i Veda ma in maniera diversa ed osservano diverse tradizioni.
In soldoni, gli Iyer sono shivaisti e gli Iyengar sono vishnuviti.
Portano il sari in maniera molto simile, in sostanza speculare, cosa che distingue le donne dei due "clan".
Non chiamate un Iyer Iyengar e viceversa, sono come romanisti e laziali!

Nelle foto: la ragazza in blu è Iyer (la cintura non è richiesta per tradizione) e quella in rosso-giallo Iyengar.

Queste sono le istruzioni per indossare lo stile Iyer - sono di diffusione libera.


Il nauvari del Maharastra è anch'esso complesso da indossare, ma un video dimostrativo viene in nostro aiuto.
Il drappeggio si chiama Kashta (kashta lungo - il kashta corto è tutt'altra cosa e ne scriverò presto) ed è in uso presso le caste brahmine di diversi Stati del Sud dell'India.
Magari vorrete guardare il video un paio di volte per capire bene, ma si riesce a farsi un'idea.
La foto di queste splendide signore è copyright di Prakar su Flickr.

Al giorno d'oggi, poche vecchie nobili signore di famiglie ultraortodosse portano il nauvari/madisar ogni giorno, mentre tra le giovani la cosa sta completamente scomparendo se non per il giorno del matrimonio e per grosse funzioni religiose.
Si trovano diverse richieste di aiuto in rete, da parte di indiane, del tipo "mi hanno aiutato a mettere il nauvari il giorno del mio matrimonio; adesso lo devo mettere di nuovo e non ho idea di come, qualcuno mi insegna?"

Ci sono diversi altri drappeggi per i sari da 9 yarde, ma per quelli vi rimando ai testi specializzati.

mercoledì 20 gennaio 2010

Come mettersi un sari (9): nuove varianti dello stile Nivi

La stilista Shaina ci fa vedere maniere semplici e giovani per variare il nostro stile base di portare il sari (noterete che "il pezzo sotto" è sempre in stile nivi/gujarati).

Qui su YouTube.

Penso che indosserò l'ultima variazione mostrata nel video alla mia prossima cena indiana - vengono un paio di amici ad aiutarmi verso metà pomeriggio (per quanto le opere inizino la sera prima, col paneer, e vadano avanti tutto il giorno della cena) e devo abbigliarmi per la cena prima che arrivino loro.

Questa ultima variante sembra fresca e pratica per affaccendarsi davanti ai fornelli, e non c'è pericolo che la parte del sari che normalmente copre il petto si sporchi cucinando - nessun grembiule lo coprirebbe tutto!
Poi, quando è ora di andare a tavola, si sta un attimo a rimettere il sari nella più pudica maniera tradizionale.

La cena è a tema bengali, ma francamente il drappeggio di quella regione è voluminoso e scomodo per cucinare - sì lo so, le bengalesi lo fanno da molti secoli, ma avendo alternative preferisco non avventurarmi!
Vabbe', facciamo che ci penso un po' e vediamo se riesco a fare qualcosa di quasi-bengali e di adatto, per non ricorrere al solito nivi per quanto "variato"...

giovedì 3 dicembre 2009

Come indossare un sari in diversi stili (8)

Ottavo post di istruzioni con foto su come indossare il sari (o saree o shari o spelling errati come sahri e sahari) in vari stili.
Per un elenco completo delle istruzioni, trovate indicazioni qui nella colonna di destra.

Per qualche strano motivo, se lanciate una ricerca con "come mettersi il sari" o "istruzioni per indossare il sari" su Google, esce questa pagina del mio blog, tra le tante che ho di istruzioni per portare il saree.
Motivo per cui ho cambiato il titolo da "Come indossare il sari (8): lo squisito stile Pinkosu" al titolo che vedete ora - così le lettrici non "scartano" il link, e quindi tutto il blog, solo perchè non interessa lo stile Pinkosu.

Oggi si va a sud! Presenterò appunto il delizioso stile Pinkosu.
Lo stile Pinkosu di indossare il sari è forse il più bello che abbia incontrato finora - se la batte bene con il Nivi anche per la sensualità dell'effetto finale, anche se è un po' meno maestoso/elegante. Anzi, secondo me e non solo, dal punto di vista della sensualità il drappeggio Pinkosu è anche meglio...

"Pinkosu" significa "con le pieghe dietro", come vedete nella foto. Questo stile fa parte della tradizione contadina del Tamil Nadu (stato dell'estremo sud dell'India) e sfortunatamente sta scomparendo, vittima della moda Nivi. Teniamolo vivo!
Le foto che si riescono a reperire sono poche e tutte di povere lavoratrici il cui obiettivo quella mattina non era certo di sembrare modelle.
Le immagini delle istruzioni (cortesia di Sari Safari, la modella è sempre Melinda Williams che tiene quel sito) rendono abbastanza bene, ma la maniera migliore per farvi innamorare del Pinkosu è provarlo!

Il Pinkosu si presta molto bene ad essere drappeggiato con sari di cotone, o altre stoffe morbide, senza perline/paillettes/pietruzze etc.
D'altra parte, come vedremo in uno dei prossimi post, chi nel Tamil Nadu poteva permettersi lussuosi sari di seta pesante, sicuramente non si vestiva alla Pinkosu (=come una contadina) ma con stili che denotassero la propria casta superiore.

Il Pinkosu è uno stile che non necessita di sottogonna, quindi attente, perchè alla fine avrete un solo strato di stoffa sulla zona posteriore sinistra, e se il sari è veramente leggero rischiate trasparenze imbarazzanti. Eventualmente usate una sottogonna.

Il sari che le contadine del Tamil Nadu tradizionalmente usano è di 7 metri invece dei soliti 5 e mezzo dei sari standard che si vendono adesso, ma si riesce bene a fare questo drappeggio anche con i sari più corti.

Procedura:

Iniziate dalle pieghe che andranno sul dietro. Prendete il capo non decorato del sari (detto mundi) e fate 5 pieghe sovrapposte, di circa 8 centimetri di larghezza, come in figura. Se siete molto magre o di taglia forte, potreste dover aggiungere o togliere una o più pieghe.
Per farvi capire: la prima piega si appoggerà alla vostra schiena, col bordo a sinistra, mentre la lunghezza del sari andrà verso il vostro fianco destro, come vedete nella figura successiva.

Appoggiate il pacchetto di pieghe dietro la schiena, con il bordo superiore che arrivi 10-15 cm sopra la vostra vita, e tenetele ferme con la mano sinistra. Se volete due mani libere, infilate le pieghe nel bordo del top (se stanno su), o, se state portando una sottogonna, infilatele nella vita della sottogonna.
Con la mano destra, portate il sari attorno alla vita passando su fianco destro, addome, fianco sinistro, di nuovo dietro la schiena, fianco destro, ed arrivate alla vita davanti.
Mollate la mano sinistra: le pieghe ricadranno indietro come in figura (tiratele fuori se erano infilate nella sottogonna), tenute su dal secondo strato di sari.
Il sari ora sta attorno alla vostra vita come nello schema.
Dobbiamo fare un nodino davanti per tenere su sari e pieghe. Prendete un pezzettino del bordo superiore del sari a destra ed a sinistra del vostro addome. A sinistra prenderete il bordo del primo strato del sari, a destra il bordo del secondo strato del sari, come in figura.
Per avere abbastanza stoffa per fare un nodo, potreste dover allentare un po' il sari, ma cercate di prendere il minimo di stoffa necessario.
Fate un nodino.




Vi ritroverete con uno strato di stoffa a sinistra del nodino e due strati di stoffa a destra del nodino. Prendete la stoffa dello strato più interno a destra, tiratene fuori 10-15 cm e stendetela lungo il fianco sopra lo strato esterno, creando un bell'arco dall'ombelico (=dal nodo) alle pieghe dietro.
Questo è un drappeggio che non permette passi grandi o rapidi. Se dovete camminare di corsa o fare attività in movimento, potete afferrare la stoffa sul fianco sinistro, tirare su un 10 cm ed infilare il sari alla vita. Così facendo avrete più spazio per camminare, oltre ad esporre le pieghe alle caviglie, dietro, il che può rappresentare un bel dettaglio.

Vi trovare ora con la lunghezza rimanente del sari a sinistra del nodino. I prossimi passaggi sono identici ad una parte della procedura per lo stile bengalese.
Ponete il braccio sinistro sotto la stoffa libera, prendete il bordo superiore con la destra e portatelo sulla spalla sinistra, tirando su sulla spalla sinistra anche il resto. Il bordo inferiore del sari si troverà a fare quasi un angolo retto sulla caviglia sinistra per venire su dritto fino alla spalla sinistra.
Vi avanzerà molta stoffa sul davanti a destra, che apriremo "tirandola" verso destra come in figura. Si creerà così una piega diagonale dalla caviglia sinistra al fianco destro.
Faremo un piccolo nodino che infileremo in vita dietro la schiena.

Ora avete il pallu dietro la spalla sinistra. Potete farci un po' quello che volete, anche a seconda di quanta stoffa vi è avanzata e come siete più comode.



Adoro la versione classica che propone Melinda, cioè attorcigliare il pallu, riportarlo davanti alla vita da destra girando dietro la schiena, ed infilarne un pezzettino in vita all'altezza dell'anca sinistra, lasciando la rimanenza a penzolare - questo dovrebbe ricordarvi una delle varianti dello stile nivi.
Riguardo alle pieghe dietro, potete tenerle a pacchetto, o allargarle come un ventaglio, o persino appiattirle attorno al fianco.


mercoledì 2 dicembre 2009

Come portare un sari (7): stile Bengalese (Devdas)

La maniera bengalese (bengali) di portare il sari risulta in un effetto veramente nobile ed elegante, pur rimanendo semplice e lineare.

Lo stile bengalese non prevede tutte quelle pieghe che serve fare nello stile Nivi e sue varianti, ed è veramente facile da fare. A dire il vero è molto più facile da fare che da spiegare, e spero di cavarmela!

Se volete un effetto sensuale il drappeggio bengalese probabilmente non sarà la vostra scelta elettiva, anche se questo stile è stato sotto le luci della ribalta in uno dei più famosi film bollywoodiani, Devdas, con la splendida Aishwarya Rai (nella prima foto).

Come procedere
(istruzioni e foto sono cortesia di SariSafari)

Iniziate come nello stile base/nivi (cfr. primo post di istruzioni per mettere il sari), partendo dall'anca destra e facendo un primo giro attorno alla vita, infilando per bene il bordo superiore del sari nella sottogonna - mantenendo la trama della stoffa perpendicolare al pavimento.
Ora siete all'anca destra. Tenendo il sari fuori dalla vita, proseguite fino all'anca sinistra e ripiegate il sari su se stesso tornando all'anca destra. Abbiamo formato una specie di grande piega.  Ripiegate ancora una volta verso sinistra.
Prendete la stoffa così piegata ed infilatela nella sottogonna. La parte libera del sari sarà verso sinistra.
Mettete il braccio sinistro dietro alla parte libera del sari. Prendete il bordo superiore e tiratelo su sulla spalla sinistra. L'ultima piega fatta sotto l'anca destra si aprirà in diagonale.
Tirate su bene il sari sulla spalla sinistra in maniera tale che il bordo inferiore del sari farà un angolo retto col pavimento, andando su dritto dalla caviglia sn alla spalla sn. Questa foto vi fa vedere il processo a metà strada.
Vedrete che vi avanzerà molta stoffa su vita/petto dal lato destro.
Con questa stoffa "che avanza", prendiamo un punto lungo il bordo superiore e facciamo un nodino come in figura, che infileremo nella sottogonna dietro la schiena. (Qui vedete che il bordo esterno del sari è ben dritto lungo il lato sinistro del corpo.)
L'arte qui è fare il nodino in maniera tale che si adatti bene a vita e petto. Potete fare qualche tentativo per trovare il punto giusto per il nodo.
Se avete un sari molto costoso o con perline, usate solo una spilla da balia.
Per fare un bel lavoro, consiglio di fare delle pieghe come questa ragazza col sari rosso e bianco (foto presa qui). Le pieghe alla spalla sono facoltative, l'unica cosa importante è che il bordo esterno del sari sia verticale dalla spalla sinistra giù lungo il lato sinistro del busto fino alla caviglia sinistra.
La signora in verde di queste foto tiene il sari al gomito e quindi non vi fa vedere bene questa cosa della verticalità del bordo esterno dalla caviglia alla spalla, ma si capisce dalle altre foto.
Il grosso è fatto. Secondo me il sari starebbe benissimo anche così (ed ogni tanto così lo tengo, facendo due grosse piegone all'inizio e non una per avere un pallu abbastanza corto) ma c'è ancora un passaggio per ottenere lo stile bengalese tradizionale.
Prendete il pallu da dietro e lo portate avanti.
Annodate all'angolo superiore un mazzetto di chiavi, o legate nella punta alcuni spiccioli facendo un mini-fagotto, e buttate questo angolo superiore appena dietro la spalla sinistra. Le padrone di casa bengalesi trovano quest'ultima cosa molto comoda, ma se volete essere più eleganti, puntate il sari con una bella spilla decorativa.

Ecco fatto!

Potete, per entrare in un tempio o proteggervi dal sole, tirare su il sari da dietro la schiena sopra la testa. Vi ricorderà Madre Teresa di Calcutta ed è esattamente come lei portava il sari - alla bengalese con capo coperto.

Guardando le altre foto da Devdas, potete ben capire che con un po' di uso astuto delle pieghe potete ottenere una figura molto più snella.

In alcune più rare versioni dello stile bengalese, la fine del pallu va alla spalla destra e non nuovamente alla spalla sinistra.

Un video per lo stile bengalese è qui.





 

martedì 1 dicembre 2009

Come portare un sari (6): stili Gujarati e Rajasthani

Sesto post di istruzioni illustrate su come indossare un sari o saree (per consultare la serie completa trovate tutte le indicazioni nella colonna di destra).

Lo stile Gujarati è un parente dello stile Nivi.

E' uno stile particolarmente adatto per mettere in mostra pallu molto decorati o elaborati.

Per indossare un sari in stile Gujarati, procedete come nello stile Nivi (cfr. primo post di istruzioni per indossare il sari) fino a dopo aver fatto le pieghe sotto l'ombelico.
Nello stile Nivi, si andrebbe avanti facendo ancora un "giro" attorno alle anche per tornare davanti, e portando la rimanente parte del sari sopra la spalla sinistra.

Nello stile Gujarati, dopo aver infilato le pieghe sotto l'ombelico, proseguite portando il sari dietro la schiena.  Invece di completare questo secondo giro come nello stile Nivi, prendete il sari da dietro la schiena e accompagnatelo su da dietro sopra la spalla destra, facendo ricadere il pallu sul davanti.

Procedete poi a fare le pieghe sulle spalle come nello stile Nivi e puntate la solita spilletta (facoltativo). Consiglio di fare pieghe piuttosto strette.
Non "tirate" la stoffa sulla schiena ma lasciatela morbida, che faccia una bella curva.
Quanta lunghezza volete sul davanti sta a voi, ovviamente questo influirà su quante pieghe fare sotto l'ombelico.


Prendete l'angolo del pallu più vicino all'ombelico, avvolgete il pallu attorno al busto ed infilate questo angolo nella sottogonna a sinistra, appena dietro la schiena. Si capisce bene dalle foto.
Ma come fa a stare fermo quell'angolino infilato nella vita? O usate un'altra spilla (per sari costosi o con perline/paillettes), o fate un nodino (per sari di cotone o comunque che non si rovinano annodandosi).
Il nodino si fa annodando su se stessa la punta dell'angolo di sari che dovete infilare in vita, come si fa il nodo al fazzoletto. Questo nodino farà da "pallina", da "resistenza" una volta infilato in vita, fermato dal cordino della sottogonna.


Per un effetto particolare, potete lasciare il pallu davanti piuttosto lungo e riuscire a far fare al pallu tutto il giro fino ad infilare l'angolino sulla vita davanti (foto del sari verde scuro).

In alternativa, se volete sfoggiare un bel top decorato o degli addominali da invidia, potete lasciare il pallu piegato e verticale come nella foto del sari celeste, senza infilare l'angolino dietro la schiena.
Potete addirittura far scomparire il pallu, passandolo davanti al collo e ributtandolo dietro la schiena (il pallu arriva su dalla spalla dx e viene ributtato giù dietro la spalla sn)

Sappiate che queste due ultime opzioni sono un po' osé per la tradizione indiana, da evitare nelle zone rurali dell'india o se viaggiate sole.

C'è un video qui - alla fine la modella fa una mini-sfilata e vedete anche il "retro".
Nel video chiamano questo stile Rajasthani ma in realtà lo trovate ovunque come Gujarati (le due regioni confinano).
Come vedete, con un sari così pieno di perline, pietruzze e paillettes l'angolino è stato solo spillato sul retro e non infilato nella vita.
Inoltre noterete che la signora procede come per il nivi "ortodosso", prima porta il sari sopra la spalla e poi torna indietro a fare le pieghe sotto l'ombelico.

Lo stile Rajasthani è semplicemente una minima variazione del Gujarati. Tenete presente che in Rajasthan c'è un sole che picchia praticamente tutto l'anno, ed il sari deve proteggere dal sole senza tenere troppo caldo.
Il sari è quindi messo spesso senza coprire il petto, ma solo come "velo" sopra la testa (prima foto), o, nelle feste o quando fa meno caldo, passato sia sulla testa che davanti al petto (seconda foto).



(Hmmmm, i colori del Rajasthan...)