martedì 4 marzo 2014

I fiori d'opale sono tornati!

Con SalutEnergia da mettere in piedi - come studio fisico, sito web, nuovi materiali d'insegnamento e poi pagina facebook - il lavoro, il servizio per il Maestro e tutto quanto, ho lasciato il blog 'da solo' per lungo tempo.
Rieccoci!
Grazie a chi passa di qua una volta, o tante. Che il suo cammino lo porti nella Luce.

giovedì 4 ottobre 2012

Un nuovo contenitore e generatore di Benessere


Cari amici,

Vorrei segnalarvi il sito www.pranic-energy-healing-udine.it

E' quello che offro e che faccio nella vita.

Pranic Energy Healing (trattamenti individuali e corsi)
Meditazione - incontri gratuiti per tutti e corsi avanzati
Workshop The Inner Sciences per migliorare ogni ambito della vita tramite conoscenze e tecniche energetiche
Feng Shui per la casa e per l'azienda
Counseling Psicologico

Vi aspetto!



sabato 14 luglio 2012

C'est moi!


Sari vintage, cotone, stampato a mano.

Oleandro (ero al mare) all'occhiello e occhiale tipo rayban come a volte fanno le stesse giovani indiane (la cosa mi fa rabbrividire ma mi sono divertita)

Drappeggio Nivi versione 'caronte' (l'anticiclone caldissimo presente al momento):
ultimo giro del sari tenuto basso e riunito in pieghe già dal livello dell'ombelico... effetto finale: 'fascia da miss a pieghe'.
sari portato senza sottogonna causa temperature proibitive: è stata sufficiente una spilla da balia per fermare il capo del sari al 'primo giro' ed ha tenuto benissimo - forse perchè il cotone fa molto attrito, magari con un satin non sarebbe accaduto...

domenica 24 giugno 2012

farsi belle col sari

Ragazze,

E' finalmente tornata la stagione del sari!

In giro ci sono un sacco di festival orientali a vario titolo...
Ma anche in assenza di quelli, ogni occasione è buona!
Quindi fuori quei 5 metri dall'armadio e avvolgiamoceli addosso!

Ho trovato un paio di nuovi video su come indossare il (la) sari.
Ai puristi piaceranno poco perchè c'è abbondante uso di spille ed effetti assai bollywoodiani, ma se volete 'far colpo' son da tenere presente:

il sari a clessidra 
il sari a sirena

Ferme lì: prima volta che vi mettete il sari?
Meglio se cominciate dall'inizio!
...anche se... questi video vi fanno vedere molto bene la tecnica per fare le pieghe al sari quindi guardateveli in ogni caso, esperte e non!

Indossare un sari in diversi stili regionali: video

Care amiche,

Ho scoperto una piccola miniera di video su come indossare il sari in stili tradizionali regionali:

questa pagina su indiavideo.org!
(I video che iniziano per 'how to wear')

Questa pagina ospita anche molti altri video che presentano vari tipi regionali di sari, raccontandone le caratteristiche, l'uso e note storiche, spesso con un esempio del drappeggio tradizionale dell'area di provenienza.
'Purtroppo' il tutto è in inglese.

Grazie di cuore a indiavideo.org!

...Enjoy!


lunedì 28 maggio 2012

Budino di fragole (vegan e non)

La fragolaia dell'orto mi produce circa 20-30 fragole al giorno in 80 cmq e ho dovuto inventarmi qualcosa :-)

Questo l'ho creato di sana pianta ed è venuto buonissimo!!!



Ingredienti per 4 :
2 tazze di fragole intere (in volume 2 tazze = mezzo litro)
latte di soia neutro o dolce circa 1 tazza (o per i golosastri non-vegan latte intero bio)
zucchero o fruttosio q.b.
vaniglia naturale
amido di mais 2 cucchiai
facoltativo: un goccio di maraschino

- lavate e pulite le fragole e mettetele in un contenitore graduato che vi segni mezzo litro;
- versatevi sopra il latte di soia e riempite tutto lo spazio fino al livello del mezzo litro;
- aggiungete la vaniglia (polpa di mezzo baccello o, se non ce l'avete, mezza bustina di vanillina)
- aggiungete l'amido e frullate con un frullatore ad immersione.
- assaggiate e vedete se, per i vostri gusti, c'è ancora bisogno di zucchero (dipende molto dal latte di soia che avete usato)
- mettete a bollire mescolando continuamente con un cucchiaio di legno fino a che il composto si addensa, probabilmente dopo un minuto o due di ebollizione
- versate nelle coppette individuali
- quando si intiepidisce mettete in frigo e attendete che rassodi
- decorate a piacere

ottimo!!!

mercoledì 28 marzo 2012

sari update

Mmmwaaaaah....

Finalmente ho aggiornato il post sull'acquisto dei sari...

Ed in tempo di crisi, andare 'per vetrine' per quanto online è sempre gratis!

Dopo un periodo poco interessante presso i venditori sari d'epoca, sono tornati splendidi pezzi.


Qualche italiana per favore ne compri!

Happy bidding!

lunedì 5 marzo 2012

Ful Mudamas - zuppa siriana di legumi e yogurt


Ho provato questo delizioso piatto in un ristorantino arabo in centro, finalmente un posto serio e di qualità.

Sembrando una ricetta semplice, ho voluto provare a rifarla a casa.
Dopo una piccola ricerca sono riuscita a trovare la ricetta su un blog (è questo) su cui mi sa che tornerò per altre preparazioni.
Ho aggiustato la ricetta secondo le mie disponibilità domestiche ed il mio gusto ed ecco qui! Al bacio!

Ful - zuppetta di legumi e yogurt

Per 3:
- una confezione da mezzo chilo di yogurt bianco bio intero
- mezza lattina di ceci bio ed altrettante fave cotte
    oppure: equivalente quantità di fagioli rossi / solo ceci /solo fave
- mezzo spicchio d'aglio
- un cucchiaio di tahin o due cucchiai di sesamo tritato
- sale ed un goccio di limone oppure un cucchiaino di purea di umeboshi
- olio extravergine d'oliva
- cumino orientale in polvere e pepe nero a piacere

Toppings facoltativi a scelta, ma almeno qualcosa dovete mettere:
- dadolata di pomodoro fresco
- trito di cipolla rossa cruda
- trito di prezzemolo fresco
- paprica dolce per decorare
- 1 uovo sodo a testa a quarti

La preparazione è molto semplice:
Scaldate bene i legumi in una pentola bassa o in un saltapasta con pochissima acqua e spegnete il fuoco. Se avete fatto bollire, aspettate un apio di minuti.
Aggiungete tutto il resto eccetto l'olio ed i toppings, più eventuale acqua a fare una consistenza fluida.
Assaggiate ed aggiustate i sapori (sale, pepe, acidità, cumino).
L'unica regola è che lo yogurt non deve mai bollire sennò si straccia: questa minestra sarà calda ma non cotta nè bollente. Anche l'impatto dell'aglio sarà minimo perchè non viene cotto nè soffritto.
Fuori dal fuoco, nei piatti individuali, aggiungete un giro d'olio ed i toppings che avete scelto.
Più facile di così....
Buon appetito!

domenica 5 febbraio 2012

"pavesini" cocco e cioccolato

Ieri il moroso convalescente desiderava biscotti con le gocce di cioccolato, ma la temperatura proibitiva e l'ora ormai tarda mi hanno portato a fare non una frolla classica ma biscotti alla 'quello che c'è in casa'. il risultato è stato eccellente e per caso ho ottenuto un sapore ed una consistenza leggerissima e friabile, del tutto simile ai pavesini (ma meglio).
Naturalmente potete provare ad apportare tutte le modifiche salutiste che desiderate (ad esempio trasformare questa ricetta in una 'senza glutine' usando solo fecola di patate).
io stavo producendo del 'comfort food' e in quel contesto una ricetta così mi sembra già leggera :-)


vi serve:
una tazzina da caffè come unità di misura
1 etto di cioccolato al latte in una tavoletta sottile
2 tazzine di cocco grattugiato (farina di cocco)
2 uova
2 tazzine di fecola di patate
2 tazzine di farina
2 tazzine di zucchero
1 bel pizzico di sale
mezza bustina di lievito per dolci
1 tazzina scarsa di burro
(naturalmente le uova saranno quantomeno da allevamento a terra ed i latticini bio)


si fa così:
- tritare il cioccolato a pezzetti tipo gocce di cioccolato e mettere da parte (attenzione ad eventuali taglieri che sanno di cipolla). 
- avviare il forno a 180° e preparare una grande teglia, o 2 più piccole, con carta da forno. 
battere bene uova, sale e zucchero, aggiungere il burro ammorbidito e amalgamarlo sbattendo (il tutto anche con una forchetta), poi aggiungere il cocco e le farine una tazzina alla volta, amalgamando bene, ed infine il lievito setacciato.
- i biscotti li faremo all'americana, ovvero ponendo mucchietti/pallette d'impasto sulla carta da forno, che in cottura si squaglieranno facendo il biscotto rotondo (o quasi). ci serve quindi un impasto appiccicoso, ma 'che stia su', sodo. quindi vedete com'è il vostro impasto ed eventualmente aggiungete ancora fino ad una tazzina di farina o fecola.
disponete i mucchietti sulla teglia un cucchiaino alla volta, ben distanziati (un 8 cm). 
- se avete 2 teglie, cuocetene una alla volta a meno che non abbiate la funzione 'ventilato' ed un forno molto uniforme come cottura
- fateli cuocere in forno infilandoli ad un'altezza 'a metà' per circa 10 minuti o fino a doratura. quando iniziano a colorirsi stateli a guardare per tirarli fuori tempestivamente perchè questo tipo d'impasto rischia di bruciare in fretta.


buonissssssimi!!!!

domenica 20 novembre 2011

Shruti Hassan in un Sabyasachi

Semplicemente stupendo. 

(Cambiatele orecchini e toglietele il bracciale più in alto però).


corsetti e sari

Mi ha sempre intrigato l'idea di usare un corsetto come choli (top del sari) essendo io appassionata di entrambi.
Se ne sono visti alcuni esempi ma questo, di quel che ho visto io, mi sembra uno dei più riusciti.
Creazione di Malini Ramani vista qui.

lunedì 14 novembre 2011

"what the bleep do we know", la dipendenza emotiva ed il 'pensiero positivo'

Ho visto di recente "what the bleep do we know" "ma che beep ne sappiamo veramente", un film grossomodo sulla scia di "the secret" ma più sul collegamento tra fisica quantistica, filosofia e spiritualità.

chi me l'ha fatto vedere puntava sulla parte in cui, tramite le recenti teorie della fisica, si afferma che la realtà come la vediamo "si crea" nel cervello ed è indistinguibile da un ponte ologrammi, e che le leggi newtoniane funzionano solo ad un livello molto grossolano che è quello della nostra esperienza quotidiana - in pratica, la dimostrazione scientifica di maya. ottimo.

un'altra parte molto interessante, in particolare per chi è appassionato di neuroscienze e psicologia, riguarda la dipendenza chimica emotiva.
riducendo all'osso: per ogni stato d'animo, tendenza o tipo di pensiero prevalente c'è un neuropeptide specifico. un neuropeptide è un messaggero chimico prodotto nel cervello.
ad ogni esperienza del certo tipo produciamo gli specifici neuropeptidi. nel lungo periodo, più facciamo una certa esperienza e più produciamo anche recettori per quel neuropeptide. ma ai recettori non piace stare vuoti. così noi diventiamo dipendenti dai neuropeptidi che produciamo. ad esempio, dal senso di colpa.
questo spiega a livello biochimico dei fenomeni noti e fondamentali per la psicologia, l'evoluzione, la vita:
-la nostra tendenza a reagire in una certa maniera 'simile' alle situazioni nuove che ci arrivano, indipendentemente da quale sia la reazione più appropriata (così ad esempio quando reagiamo con senso di colpa ad una situazione x, ci facciamo una dose di neuropeptidi di colpa) - avrete notato che persone diverse hanno specifiche reazioni 'tipiche' - c'è chi si scusa, chi si arrabbia, chi si deprime...
-perchè ricreiamo sempre le stesse situazioni nella vita
-corrispondentemente, perchè non riusciamo a cambiare: inconsciamente temiamo una sindrome d'astinenza. infatti chi esce da una serie di storie 'sbagliate' e finalmente trova un compagno/a che offre un rapporto sano, spesso non resiste perchè ci 'sta male'; chi si mette a dieta con tutte le buone intenzioni spesso poi scivola indietro perchè inizia ad andare in astinenza dall'autocommiserarsi e sentirsi brutto, grasso, rifiutato ... ecco, la difficoltà ad essere migliori e più felici è anche astinenza da emozioni negative.
-l'importanza delle esperienze precoci (imprinting dei genitori) e del condizionamento ambientale sul carattere e sul 'destino'
il fenomeno della dipendenza emotiva ha implicazioni notevoli per il miglioramento personale ed in terapia. 
dire alla gente 'fa' quel che ti senti' è sempre stato sbagliato per certi versi, soprattutto se portato all'estremo come negli ultimi decenni, perchè le persone non sono libere. sono condizionate dall'interno e dall'esterno da numerosi fattori. con la teoria della dipendenza emotiva capiamo ora che quando si vuole cambiare in meglio non è solo necessario essere obiettivi (e non andare dietro alle proprie 'inclinazioni' che sono inaffidabili fino all'illuminazione), ma anche analizzare le proprie dipendenze emotive ed essere pronti a stringere i denti e passare la sindrome d'astinenza. di solito, quando si è coscienti di qualcosa, è anche molto più facile affrontarlo.


per il resto del film... alcuni concetti molto veri annegati e distorti in americanate e brodaglia new age.
hanno ripetuto all'infinito che questo è il mondo delle possibilità e che è la mente che 'ferma', 'cristallizza', 'crea' una delle infinite possibilità che ha il reale mentre non ne sono cosciente, mentre guardo altrove. 
da qui, la grande teoria del pensiero positivo. 
tutto questo è verissimo ma la persona media cosa se ne fa di questo concetto: niente. a parte sentirsi forse in colpa perchè non è in grado di 'pensare abbastanza positivo' da creare la vita che vorrebbe o impedire un frontale a cui gli capita di assistere. solo uno degli esperti consultati ha fatto il commento più utile e rilevante: il 'pensiero positivo' new age è una patina di pensiero positivo sopra una massa di pensiero negativo inconscio, o quantomeno di pensiero condizionato in una certa direzione (ad esempio le leggi della fisica senza andare sul personale). per non parlare della massa dell'inconscio collettivo anche una volta che uno per sè abbia decondizionato il proprio inconscio (ma è poi fattibile? sì ma ad un grado di evoluzione spirituale molto, molto al di là del target di questo film).
poi certo, come ci insegna Master Choa un po' di lavoro è possibile farlo, è possibile aiutare le persone, o aiutarsi, entro un certo grado, ed è buona cosa. ma non dimentichiamo i limiti che ci sono.
e per fortuna che i limiti ci sono! ma ve lo immaginate se tutti materializzassero ciò che desiderano? intanto non ci staccheremmo mai più da maya e sarebbe un enorme problema. IL problema, visto che il nostro scopo fondamentale è tornare a Dio. per non parlare degli altri inconvenienti.


infine... mi chiedevo chi fosse la bionda con i modi da capitano Kirk della prima serie, un ego gigantesco ed alcune 'misconceptions' di base accanto ad altre buone idee... e ai titoli di coda ho capito perchè 'a pelle' i libri di Ramtha non mi avevano mai attirato, anzi, mi avevano sempre insospettito.

sabato 12 novembre 2011

biscotti di farina di riso e avena all'uvetta, arancio e cannella


altri gustosi e salutari biscotti da colazione ad impatto glicemico piuttosto basso, in 2 versioni: con poco glutine o senza glutine.

per una bella terrina di biscotti:

1 tazza di farina di riso
1 tazza di farina d'avena
1 tazza di farina di frumento ai fiocchi d'avena (per eliminare tutto il glutine sostituire con un'ulteriore mezza di riso e mezza d'avena)
3 uova di casa o bio
1 tazza di burro (sostituibile con 3/4 olio di semi e 1/4 latte di soia)
3 cucchiai di miele e 3 di zucchero grezzo di canna
2 pizzichi di sale
mezza bustina di lievito vanigliato
1 tazza d'uvetta
3 cm di stecca di cannella, pestata al momento, o 1 cucchiaino in polvere
4 gocce di olio essenziale d'arancio o la scorza grattugiata di un'arancia

ammollate l'uvetta in acqua tiepida
scaldate il forno a 180° preferibilmente con funzione ventilata
foderate due teglie con carta forno
lavorate assieme zucchero, miele, uova, sale e burro morbido
aggiungete gli aromi
unite il lievito ad una farina e setacciate le farine (tranne quella coi fiocchi d'avena)
unite le farine al composto liquido e poi l'uvetta, per ottenere un composto morbido ma non fluido
disponete l'impasto come fanno gli americani per i propri cookies: un bel cucchiaino alla volta spaziato di alcuni cm - i mucchietti 'scendono' in cottura facendo dei biscotti grossomodo rotondi.
fate cuocere per una ventina di minuti
fuori dal forno, mettere a raffreddare su una griglia perchè se ne vada tutta l'umidità

che bontà!

venerdì 11 novembre 2011

crema arancione di lenticchie, zucca e amaranto

Ottimo primo che fa da piatto unico per il suo tenore proteico; cucina fusion per l'inverno!

ingredienti per 4
tempo necessario: circa 40 minuti

1 tazza di amaranto
2 fette di zucca, a dadini (circa 2 tazze di polpa di zucca)
1 tazza di lenticchie rosse bio
mezza cipolla grande o una piccola
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di ghi o burro o olio di semi
1 cucchiaio raso di zenzero grattugiato
1/2 cucchiaino di cumino orientale 
1 cucchiaino (o meno, a piacere) di coriandolo
1/2 cucchiaino di semi di senape gialla
peperoncino a piacere (facoltativo)
1/4 di cucchiaino di curcuma
dado vegetale e acqua q.b.


lavate le lenticchie; sbucciate la zucca e tagliatela a dadini; tritate la cipolla e l'aglio; 
mettete a scaldare un bollitore con un litro d'acqua; 

cuocete l'amaranto a parte con 3 tazze d'acqua. basta lasciarlo sobbollire in un'antiaderente con coperchio per 25-30'.
nel frattempo:
in una pentola di coccio o a fondo spesso, soffriggete la cipolla e l'aglio col ghi.
aggiungete subito zenzero e senape.
pestate in un mortaio i semi di cumino e coriandolo e aggiungeteli al soffritto.
quando il soffritto è ben dorato, aggiungere le lenticchie e fate rosolare qualche secondo mescolando bene
aggiungete la zucca, una punta di peperoncino se volete, e la curcuma; rosolate un attimo e copirte d'acqua calda
fate bollire per una mezz'ora e poi passate col frullatore ad immersione
unite l'amaranto cotto e dado vegetale q.b. (o parte sale e parte dado)
lasciate amalgamare i sapori per qualche minuto, regolate con l'acqua ed il dado vegetale la fluidità e la sapidità della vostra crema.

buon appetito!

lunedì 7 novembre 2011

biscotti morbidi di cacao e farina di castagne

Ricettina senza glutine e a basso impatto glicemico ma molto, molto sfiziosa.

Per una terrina di biscotti:

1 tazza di farina di riso
1 tazza di farina di castagne
1/2 tazza di cacao amaro in polvere
1/2 tazza di burro bio 
2 cucchiai di miele
2 cucchiai di zucchero di canna
2 uova bio o di casa
1 pizzico di sale
1/2 fiala di aroma mandorla 
latte di soia vanigliato q.b.
1 cucchiaino di lievito vanigliato per dolci

-battere assieme zucchero, uova, aroma e sale ed incorporare il burro molto morbido
-scaldare il forno a 190°
-setacciare assieme le farine, il cacao ed il lievito ed unire al composto
-mescolare fino ad ottenere un impasto liscio aggiungendo latte di soia q.b.
- disporre su una teglia foderata con carta da forno il composto a grossi cucchiaini, che schiaccerete a fare dei 'dischetti' alti 1 cm o poco meno
-cuocere per 20-25 minuti
-far raffreddare su una griglia così prendono aria e restano croccanti fuori e morbidi dentro

Esperimento ben riuscito, gustoso, ma sempre migliorabile... 
Se avete proposte fatevi avanti nei commenti, ci riproverò anch'io!!

Il Giardino è anche senza glutine!

Il mio blog ha da oggi un nuovo tag: "senza glutine".

Questo nostro pianeta ospita molti celiaci che hanno pieno diritto ad un'alimentazione varia e gustosa.
In questo blog NON mi occupo di cucina per celiaci perchè la cosa è molto complicata in molti sensi e lascio che siano altri a scriverne.

Molto, molto più alto di quello dei celiaci è il numero di 'falsi celiaci' cioè di persone non celiache ma che stanno meglio se mangiano poco o pochissimo glutine.

A dire il vero la massa abnorme di glutine che mangiamo, soprattutto con l'alimentazione standard italiana (biscotti, pane, pasta etc ogni giorno, intervallati da altri cereali molto raramente), non fa bene a nessuno. Soprattutto quando il glutine è 'maltrattato' nelle lavorazioni industriali e prende una forma ancora più difficile da digerire.
In termini semplici il glutine fa da 'colla' nell'intestino e diventa cibo e casa ideale per una serie di microorganismi patogeni che vanno ad alterare la flora batterica intestinale, primo fra tutti la candida che anche quando non dà sintomi caratteristici ha un suo peso in una valanga di patologie persino psicologiche.

Amici, meno si mangia glutine (e zucchero bianco ma è altra storia) e meglio si sta.
O meglio, basta uscire dalla 'patologia del frumento' e variare spesso le nostre fonti di carboidrati utilizzando anche riso, mais, avena, grano saraceno, miglio, quinoa, amaranto, patate, farina di castagne e di legumi... vedete così che ridurre dell'80% il glutine che mangiamo è cosa quasi istantanea.


ATTENZIONE PER I VERI CELIACI che vogliono ugualmente usare le mie ricette taggate 'senza glutine':
Vale nei commenti mi ha chiesto se le mie ricette taggate 'senza glutine' vadano bene anche per i veri celiaci e non solo per i 'falsi celiaci'.
Le mie liste di ingredienti sono di per sè prive di glutine, ma la questione sta nel verificare l' eventuale contaminazione in tracce. Per l'avena si discute ancora riguardo al suo essere sicura per i celiaci, nonostante sia priva di glutine.
Posso dire che i celiaci di solito sono ben informati su come verificare l'assenza completa di glutine di quel che comprano.
Immagino sia anche indicato sulla confezione, dovrebbe esserlo per legge per tutti gli allergeni... intendo, non solo gli ingredienti ma anche le possibili contaminazioni in tracce dovute alle lavorazioni industriali. ad esempio la mia farina di castagne dice 'senza glutine' :-)
ATTENZIONE: la legislazione indiana è meno rigorosa ed ho sospetti di contaminazione da glutine nei preparati in polvere industriali. ai celiaci consiglio quindi di evitare i misti di spezie o le farine dall'India; fatevi il garam masala in casa o cercate un venditore italiano che possa certificare l'assenza di glutine (magari nei negozi specializzati come quelli del commercio equo e solidale sanno dirvi).

Riso saltato affumicato

E' un anno che ho scoperto che l'affumicato sta benissimo col garam masala e ciò si presta molto bene alla cucina fusion per i mesi freddi.
Dopo il khichdi affumicato vi propongo un altro piatto fumé, stavolta più rapido.


Ingredienti per 3:
200 g riso basmati o thai 
1 panetto di tofu affumicato
mezzo cavolfiore lessato
1 cucchiaio raso di semi di papavero
1 cucchiaino raso di garam masala (comprato o fatto in casa)
1 cucchiaio di ghi o burro o olio di semi
1 pizzico di assafetida

Procedura:
Cuocete il riso al vapore (o bollitelo, ma lo sconsiglio) e lasciate da parte
Soffriggete l'assafetida nel ghi fino a che l'odore di crudo va via (o scurisce di un tono)
Saltatevi il tofu tagliato a cubettini di 1 cm di lato
Aggiungete il cavolfiore a piccole cimette ed il riso
Saltate brevemente ed aggiungete papavero e garam masala
Aggiustate di sale, rimescolate un'ultima volta e servite caldo

Ottimo!!!

venerdì 31 dicembre 2010

Samosa in pasta sfoglia

Non conosco quasi nessuno che, conoscendo le samosa, non dica che sono deliziose...
E' uno degli snack preferiti dagli indiani e non solo.

La parte difficile e scomoda della samosas però è fare la sfoglia e friggere gli involtini.
Esiste una versione "fusion", o meglio, "furba", delle samosas, fatte al forno in pasta sfoglia.

Difficoltà: facilissimo
Risultato: ottimo

Per 32 piccoli fagottini (misura grosso pasticcino):
(cfr post su misure e conversioni)

2 rotoli di pasta sfoglia rettangolare
3-4 patate di media misura
1 tazza di piselli surgelati (NO scatola)
1 cucchiaino di zenzero grattugiato fresco
1/2 cucchiaino di garam masala
1/2 cucchiaino di amchoor (polvere di mango verde - sostituibile con un cucchiaio di succo di limone)
succo di mezzo limone
1/2 cucchiaino di semi di finocchio 
1/2 cucchiaino di semi di cumino orientale 
1 pizzico o 2 di peperoncino in polvere
una presa di zucchero
facoltativo ma consigliato: una manciatina di arachidi tritate
facoltativo ma consigliato: 1 cucchiaino di foglie di coriandolo tritate (essiccate vanno bene)
sale q.b.

La cosa è semplice: 
Lessate i piselli a metà cottura e lessate completamente le patate in acqua salata.
Tagliate le patate a cubetti di mezzo cm - 1 cm di lato.
Pestate i semi di finocchio e di cumino in un mortaio, polverizzandoli o quasi.
Unite tutti gli ingredienti in una terrina e mescolate bene. 
Assaggiate per regolare sale e peperoncino.
Se il composto è troppo asciutto e "non sta insieme", si presenta sbriciolato, inumidite con pochissima acqua.
Preriscaldate il forno a 180°.
Stendete ciascun rotolo di pasta sfoglia e dividetelo in 16 quadretti.
Prendete un rettangolino alla volta, passatelo col mattarello per appiattirlo ed ingrandirlo.
Adagliate al centro 1 cucchiaino colmo di impasto, richiudete unendo gli angoli come il retro di una busta da lettere.
Adagiate ciascun fagottino sulla placca da forno, foderata di carta da forno, tenendo "la chiusura" del fagottino sotto ed il lato uniforme in alto.
Fate cuocere fino a doratura, a 180° per 20 minuti e a 200° per altri 5 minuti (controllate però, i forni non sono tutti uguali!).
Dovreste ottenere dei graziosi, gonfi cuscinetti dorati.
Servite caldi o al limite tiepidi con un chutney o anche più di uno (di mango, di tamarindo, di ananas, di menta, di melograno... - alcune ricette sono nel blog sotto l'etichetta "salse").

Deliziosi!!

chutney di melograno

Mi serviva del chutney di tamarindo ma non avevo trovato il tamarindo.

Mi sono ricorata che il melograno, come sapore, lo ricorda, ed n casa ho un sacco di composta (=gelatina, una marmellata liscia e poco zuccherata) di melograno.

Ho provato quindi a fare un chutney partendo dalla marmellata, e ci sono riuscita!!
Delizioso e quasi uguale come aspetto al chutney di tamarindo! Anche il sapore è molto simile!

Chatni di Melograno
(per le quantità esatte dei "cucchiaini" cfr post "misure e conversioni")

Un vasetto di gelatina/composta di melograno da 250-300 ml
Il succo di mezzo limone
Qualche cucchiaio di aceto
1 cucchiaino colmo di zenzero FRESCO grattugiato
1/2 cucchiaino di semi di finocchio
1/2 cucchiaino di semi di cumino orientale
Peperoncino in polvere (da 1/2 a 1 cucchiaino)
Sale (1 - 1,5 cucchiaini)

In un pentolino, mettete a scaldare la marmellata con qualche cucchiaio d'acqua.
Unite il succo di limone, qualche cucchiaio d'aceto (la quantità dipende da quanto acido volete il chutney e quanto è acida la vostra composta; io ne ho usati circa 4), sale e peperoncino.
Mescolate regolarmente con un cucchiaio di legno.
A parte, mentre il composto cuoce, tostate brevemente (fino a che iniziano appena a cambiare colore) i semi di cumino e di finocchio a secco in un'antiaderente (senza teflon); poi pestateli in un mortaio riducendoli in polvere.
Fate sobbollire pochi minuti ed aggiungete lo zenzero e le spezie pestate.
Fate cuocere ancora pochi minuti sempre mescolando; aggiustate di aceto, di sale e di peperoncino.
Versate in un vasetto ed attendete che sia tiepido prima di avvitare il tappo.
Conservate in frigo e consumate entro qualche settimana.

lunedì 27 dicembre 2010

khichdi affumicato

Creazione fusion per questo khichdi (piatto unico di lenticchie, riso e verdure) salutare e dal corroborante gusto invernale.

Per 4 persone:

2 etti di lenticchie verdi bio
2 etti di riso integrale bio
mezzo cavolfiore, a cimette
una cipolla, tritata
uno spicchio d'aglio, tritato
1 cucchiaino di zenzero fresco, grattugiato
mezzo cucchiaino di garam masala
un pezzetto di burro
1 cucchiaino di miso o un po' di tamari (facoltativi ma consigliati)
mezz'etto di ricotta affumicata (non sostituire con altri formaggi) oppure tofu affumicato

Lessate il riso integrale, scolatelo e tenetelo da parte.
Lessate il cavolfiore in acqua salata edacidulata (con aceto o succo di limone) e tenete da parte.
Stufate le lenticchie:
   soffriggete la base di cipolla, aglio e zenzero
   aggiungete le lenticchie ben lavate
   fate cuocere aggiungendo acqua bollente secondo necessità
   aggiungete miso e dado vegetale q.b.
Unite riso, lenticchie e cavolfiore e condite con il burro e il garam masala
Nei piatti individuali, aggiungete sopra al "khichdi" una bella grattugiata di ricotta affumicata (o tofu affumicato), passata dalla grattugia a buchi larghi.

Buon appetito!!